sabato 23 marzo 2013

Spazio a: THE LOST PRINCE di Julie Kagawa

Buon pomeriggio a tutti, come ve la state passando? Io sto correggendo per l'ennesima volta la tesi. Ogni volta che la rileggo aggiungo qualche pagina, tuttavia....sono molto soddisfatta della mia citazione potteriana nell'introduzione, quindi spero proprio che la prof, non me la bocci.

Oggi parliamo di un libro che ho ricevuto grazie a NetGalley. NetGalley è un sito che ti mette in contatto con le case edtrici e fa in modo che queste, sulla base del tuo profilo e, sì, anche della visibilità del tuo blog, ti facciano leggere dei libri di loro pubblicazione o di prossima uscita. Unica pecca: non c'è nemmeno mezza casa editrice italiana.
Chi mi segue sa che è un pò che penso di dedicare spazio alle letture in lingua. Sarei molto contenta se qualcuno di voi volesse aiutarmi, nel caso scrivetemi una mail (insideabook@libero.it). In attesa di un aiuto esterno ho deciso di riprendere a leggere in inglese, cosa che ho abbandonato quando mi sono iscritta all'università secoli orsono....
Per cui, con cadenza assolutamente non regolare cercherò di parlarvi dei libri che sono riuscita a leggere in lingua.

Il libro che vi presento oggi è il primo che leggo in inglese da tantissimo tempo. Non so quanto ci metterò ne tanto meno se riuscirò a finirlo, però io ci metto tutta la buona volontà.

THE LOST PRINCE DI LILI KAGAWA


Titolo: The lost prince
Autore: Julie Kagawa
Casa editrice: Harlequin (UK) Limited
Serie: Iron fey series
Categoria: SciFi & fantasy, teens & YA

Trama: Non guardarli. Non parlargli. Non entrare in contatto con loro. Queste sono le regole che Ethan Chase deve rispettare da quando le oscure creature fatate lo hanno privato della sorella. Ma loro lo stanno ancora cercando e Ethan non può combattere il fato per sempre.Ora che i letali esseri fatati sono nella sua scuola e intralciano la sua vita, Ethan è pronto a tutto pur di difendere i suoi amici, anche se questo significa restare bloccati nel mondo che per tutta la vita ha cercato di evitare. Il suo destino e i suoi diritti di nascita lo stanno chiamando e non c'è via d'uscita. (Trama liberamente tradotta da me)

Allora che ve ne pare? Ricorda un pò la saga della Marr, non trovate? Comunque sono un pò spaventata dal fatto che questa cover stupenda richiami Biancaneve e il cacciatore, comunque la trama è carina e non vedo l'ora di andare avanti con la lettura, che, devo essere sincera, non si sta rivelando così tremenda.


venerdì 22 marzo 2013

Pagina 99 #9


Pagina 99 è una rubrica che ho creato dopo aver letto un articolo che spiegava come scoprire se un determinato libro fa per noi oppure no. La pagina 99 si trova in un punto strategico: in un punto che ci permette di capire il ritmo della storia senza il rischio degli spoiler.
Pagina 99 consiste appunto nel farvi leggere 2 pagine 99 scelte da me e da Jaqueline del blog I libri ci fanno volare.

La mia pagina 99 è tratta da:


La casa di velluto e cristallo di Katherine Howe

«Cosa? Come dici?» esclamò la donna, avvicinandosi la sfera al naso per scrutarci dentro, come avrebbe fatto un bambino con un regalo di Natale. Seguì un lungo, tormentoso silenzio. Sibyl si ficcò le unghie nel palmo delle mani.
«Ah!» sospirò la signora Dee. Sibyl drizzò la schiena.
«Ma è meraviglioso!» cinguettò la medium. «Helen, glielo dirò. Glielo dico subito». Poi la medium chiuse gli occhi e si posò la sfera sulle gambe ammantate di broccato.
Abbandonato il segreto scetticismo che le scalpitava dentro, Sibyl strinse i braccioli della poltrona. Sentendosi una sciocca, ma al tempo stesso piena di speranza, si costrinse a restare seduta. Respirava con l'affanno, e il cuore le martellava nel petto così forte che pensò addirittura che si vedesse attraverso il tessuto delicato della camicetta.
Dopo un po', Sibyl non avrebbe saputo dire quanto, vide che le palpebre della signora Dee sfarfallavano come ali di falena sulle guance rotonde. La donna si risvegliò da un imprecisato stato di alterazione, sospirò soddisfatta e si rivolse a Sibyl.
«Mia cara, ho notizie splendide da riferirle» annunciò la medium. «Ho comunicato con lo spirito di sua madre, ancora. Quanto siamo fortunate! «È riuscita a vederla? L'ha vista?» Le spalle di Sibyl tremarono di ansia e frustrazione. «No, signora Dee» rispose con una vocina piccola piccola. «Non sono riuscita a vederla.»
« a prego. Per favore, mi dica cosa ha detto. Mi dica come posso aiutare Harlan». La signora Dee allungò una mano paffuta e le diede una pacca gentile sul ginocchio. «Povero tesoro» mormorò. «Ma non ha nulla da temere. Sua madre mi ha chiesto di dirle che vede i suoi affanni. Le dispiace molto che tutti i problemi familiari debbano ricadere su di lei. Desidera che lei sappia che sua madre le vuole tanto bene, e anche la sua cara sorella».
La bocca di Sibyl si torse in una smorfia, in parte di sollievo, ma soprattutto di colpa, perché per tutto il pomeriggio non aveva quasi mai rivolto un pensiero a Eulah. Eulah, che aveva meritato il costo del viaggio. Eulah, che avrebbe di sicuro fatto un buon matrimonio. Eulah, che era stata graziosa e vivace come Helen, non austera e legnosa come gli Allston, come Sibyl. A volte Sibyl temeva che in un angolo nero e tenebroso del suo cuore si annidasse il sollievo di non essere stata lei, ma Eulah, la prescelta a imbarcarsi sul transatlantico. Non appena quel pensiero orribile cominciava a formarsi, Sibyl lo scacciava ritenendolo impossibile. Voleva bene a sua sorella. Tutti le volevano bene. Era giovane e piena di vita e affascinante e anticonformista e..

La pagina di Jaqueline è tratta da:

L'ospite di Stephenie Mayer

"Diglielo!"
Mi concentrai sul viso del vecchio. La barba bianca e folta mi impediva di scorgere l'espressione della bocca, ma i suoi occhi non sembravano ardere come gli altri. Con la coda dell'occhio notai lo sguardo di alcuni uomini spostarsi da me a lui. Aspettavano che rispondesse alla loro. Lo zio Jeb mi fissava, impassibile.
"Non posso dirglielo, Melanie. Non mi crederà. E se pensano che sto mentendo, crederanno che io sia una Cercatrice. Lo sento, sono abbastanza esperti da sapere che soltanto una Cercatrice si spingerebbe fin qui con una bugia, una storia inventata per potersi infiltrare."
Melanie capì subito che dicevo la verità. La parola «Cercatrice» fece scattare il suo odio, e capì che questi sconosciuti avrebbero reagito allo stesso modo.
"E comunque, non importa. Sono un'anima... e tanto basta."
Quello con il machete - il più grosso, con i capelli neri, carnagione stranamente pallida e vividi occhi azzurri - grugnì di disgusto e sputò per terra. Fece un passo avanti e alzò lentamente la lunga lama.
Meglio che facesse in fretta. Meglio essere uccise da quel bruto, e non per mano mia. Meglio non morire da creatura violenta, colpevole della mia fine e di quella di Melanie.
«Aspetta, Kyle.» Jeb parlò senza fretta, tranquillo, ma l'omaccione gli obbedì. Con una smorfia si voltò verso lo zio di Melanie.
«Perché? Hai detto che eri sicuro. È una di loro.»
Riconobbi la voce, la stessa che aveva chiesto a Jeb perché mi avesse dato l'acqua.
«Sì, lo è, senz'altro. Ma è una cosa complicata.»
«In che senso?» Fu un altro uomo a parlare. Stava accanto a Kyle, e gli somigliava parecchio. Doveva essere suo fratello.
«Be', questa è anche mia nipote.»
«No che non lo è, non più» rispose Kyle impassibile. Sputò di nuovo e fece un altro passo verso di me, coltello alla mano. Da come preparava il colpo capii che nessuna parola l'avrebbe più fermato. Chiusi gli occhi.
Sentii due scatti metallici e secchi, e qualcuno sospirò. Riaprii improvvisamente gli occhi.
«Ho detto "aspetta", Kyle.» La voce dello zio Jeb era ancora rilassata, ma il fucile, ben stretto fra le sue mani,era puntato alla schiena di Kyle. Kyle restò impietrito a pochi passi da me, con il machete fermo a mezz'aria.

Uno di questi due libri vi ha incuriosito? Quale? Io non ho letto ancora nessuno dei due, ma leggerò l'ospite in vista dell'uscita del film. Voi che dite?


giovedì 21 marzo 2013

PETIZIONE: Portiamo in Italia HEX HALL



Chi di voi conosce questa serie di Rachel Hawkins? Io no, ma grazie a Juliette del blog Sweety Readers l'ho aggiunta alla mia wish list e appena avrò un pò di calma andrò a cercarmela e me la leggerò.
Dovrò, però, rispolverare il mio inglese. Sì perché questa serie non è ancora stata pubblicata in Italia, ma l'entusiasmo che vi ruota intorno è tanto che ho deciso di provare comunque a leggerla in lingua e di diffondere la petizione creata dalla stessa Juliette, da Valentina del blog My Empty Purse e da Amarnth del blog La bella e il cavaliere.
Ecco il primo libro della serie con la trama tradotta in italiano da Juliette.



Demonglass (Hex Hall, #2)Spell Bound (Hex Hall, #3)

Trama: Tre anni fa,Sophie Mercer ha scoperto di essere una strega. Sua madre l'ha appoggiata il più possibile,chiedendo aiuto al padre di Sophie - uno sfuggente stregone europeo - solo quando necessario. Ma quando Sophie attira troppo l'attenzione degli umani al ballo di fine anno a causa di un incantesimo andato terribilmente male, è suo padre a decidere la punizione: l'esilio a Hex Hall, una scuola per Prodigi ribelli, alias streghe, fate e mutaforma.Entro la fine del primo giorno in mezzo ai suoi strambi compagni, Sophie ha raggiunto un discreto punteggio: tre potenti nemiche che sembrano top model, una sbandata inutile per uno splendido stregone, un inseguitore fantasma raccapricciante, e una nuova coinquilina che è la persona più odiata e unico studente vampiro nel campus. Peggio ancora, Sophie scopre presto che un predatore misterioso è stato trovato ad attaccare studenti, e il suo unico amico è il sospettato numero uno.


Ed ora non vi resta che firmare QUESTA PETIZIONE! Dovete solo inserire il vostro nome, email e luogo di residenza! FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE!




Chi ben comincia #4


Buon giornoooooo! Come procede la vostra settimana? Siamo già a giovedì, questo significa che è il momento di CHI BEN COMINCIA, la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
Le regole da seguire sono semplici semplici:

  • prendete un libro a caso dalla vostra libreria
  • riportate le prime 10, 20, 30 righe
  • aspettate i commenti
L'appuntamento di oggi è dedicato a......



Darja Borisovna Spiridova viene svegliata di soprassalto da qualcuno che bussa insistentemente al portone d’ingresso. Delle farfalle le volteggiano intorno, si intrufolano tra i suoi boccoli d’argento, frusciano sotto le coperte, poi come una nuvola volano fuori dalla camera da letto sino al vestibolo.
Avvolta in uno scialle di raso pregiato, con il bastone dello zar Nicola II in una mano e una lampada a olio nell’altra, Darja imbocca senza far rumore il corridoio del fatiscente Palazzo delle Feste per raggiungere il massiccio portone di quercia.
Ecco comparire Paggetto, con un vassoio di piroškel e un bicchiere di vodka. Il suo sorriso svela una bocca di denti d’oro costati a Darja una croce incastonata di perle. «Posso aiutarvi, madame?».
Lei solleva una mano: che resti dov’è.

Ho desiderato tantissimo questo libro ma quando finalmente sono riuscita a prenderlo l'ho abbandonato per altre letture più urgenti....penso che ormai sia giunto il momento di leggerlo....lo aggiungerò alla pila sul mio comodino.
Chi di voi lo ha già letto? Che ne pensate?


mercoledì 20 marzo 2013

Il ballo di Irène Némirovsky

Buona sera lettori. Come potete vedere mi sto dando alla lettura di questi piccoli libricini dalla grafica meravigliosa. Il fatto che siano brevi, poi, mi permette di recensirne quasi uno al giorno. 
Ho letto, in questi giorni, un articolo di critica dell'idea avuta dalla casa editrice Newton Compton in cui, in sostanza, si afferma che il prezzo stracciatissimo dei libri di questa collana, in realtà, danneggi il mercato editoriale. Ho anche letto che l'Italia è il paese dell'Europa in cui i libri costano meno....Sulla prima affermazione non posso dire nulla, non sono un'economista, ma sulla seconda qualcosa da dire ce l'avrei, ma sorvoliamo. Voi cosa ne pensate?
Ma passiamo al libro che ho letto questa mattina tra un caffè e un giretto al mercato.

Più riguardo a Il ballo
Trama: Per il Kampf l'organizzazione del ricevimento, a cui sono invitati i maggiorenti della città, è un'occupazione serissima. Tutto deve funzionare alla perfezione, come il meccanismo di un prezioso orologio. Il ballo è il sogno della signora Kampf, volgare e arcigna parvenue, che dovrà, però, fare i conti con la vendetta della figlia quattordicenne: Antoinette.






I signori Kampf stanno organizzando il loro primo ballo. Più di duecento persone, molte delle quali mai viste ne conosciute, sono invitate al grande evento che dovrebbe segnare il definitivo ingresso nell'alta società di questa famiglia di parvenue.
Antoinette è una ragazzina di quattordici anni che si sente già grande, pronta per balli, feste e soprattutto per l'amore: il suo sogno è un bel vestito e il braccio di un cavaliere. Peccato che la madre sia di avviso contrario: ritenendola poco più di una bambina, e per dirla tutta una bambina che non si comporta come ci si aspetterebbe da lei, la sgrida in continuazione davanti a tutti, anche ai domestici, umiliandola terribilmente. Ma la piccola Antoinette ha in serbo la più amara delle vendette: come vi sentireste voi se gli inviti per il grande evento che state organizzando e che desiderate perfetto non giungessero mai a destinazione? Beh...chiedetelo alla signora Kampf. Se fossi in lei starei attenta alla vipera che mi sta crescendo in casa. 
Il ballo è un racconto che si legge in un battito di ciglia, non solo perchè è breve, ma anche per la velocità con cui gli eventi vengono presentati: l'organizzazione del ballo, le lezioni di Antoinette, la dipartita degli inviti, il fallimento della festa.
I personaggi di questa autrice sono descritti in tutto il loro aspetto negativo: si tratta di parvenue, di arricchiti, la cui unica ambizione è comparire, apparire, il denaro sopra a tutto. Non c'è il rapporto madre e figlia in questo racconto ma è evidenziato in modo netto come la madre, che ha vissuto di stenti per molto tempo, non è disposta a lasciare le scene in favore della figlia. Il matrimonio dei Kampf non è basato sull'amore ma sull'idea che prima o poi il signor Kampf avrebbe fatto fortuna. Non c'è un solo grammo di sentimento in queste cento pagine, ma opportunisimo, ipocrisia, avarizia, invidia e il tratto deciso con cui il racconto si evolve davanti ai nostri occhi non fa che sottolineare gli aspeti negativi di ogni singolo personaggio. 
La penna della Némirovsky, in questo caso, non salva nessuno. Nemmeno la ragazzina.

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Irène Némirovky: Nata a Kiev nel 1903 da una famiglia di ricchi banchieri di origine ebraica, visse a Parigi dove, appena diciottenne, cominciò a scrivere. Nel luglio del 1942 fu arrestata e deportata ad Auschwitz, dove morì a trentanove anni, lasciando incompiuto il suo ultimo capolavoro: Suite francese.