mercoledì 22 luglio 2020

Review Party: LA TERRA SPEZZATA - Il portale degli obelischi di N. K. Jemisin


Buongiorno lettori!
Continua il review party dedicato a LA TERRA SPEZZATA! Oggi parliamo de IL PORTALE DEGLI OBELISCHI di N. K. Jemisin, secondo volume della trilogia.
Se il primo mi ha conquistata, questo mi ha completamente rapita.


Titolo: Il portale degli obelischi
Autore: N. K. Jemisin
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 444

voto: 5/5

Trama: La Stagione della fine si fa sempre più buia, mentre la civiltà sprofonda in una notte senza termine. Essun ha trovato un luogo dove rifugiarsi, ma soprattutto ha trovato Alabaster, sorprendentemente ancora vivo; ha inoltre scoperto che è stato lui, ormai in procinto di trasformarsi in pietra, a provocare la frattura nel continente e a scatenare una Stagione che forse non terminerà mai. E ora Alabaster ha una richiesta da farle: deve usare il suo potere per chiamare un obelisco. Agendo così, però, segnerà per sempre il destino del continente Immoto. Nel frattempo, molto lontano, anche Nassun, la figlia perduta di Essun, è forse approdata in un luogo dove sentirsi a casa, dove coltivare la sua straordinaria dote di orogenia, per diventare sempre più potente. Ma anche Nassun dovrà compiere scelte decisive, in grado di mutare il futuro del mondo intero. .
Recensione:


Finalmente quasi tutti i pezzi del puzzle che è stato La quinta stagione vanno insieme ed inizia a delinearsi in modo decisamente più chiaro la storia che l'autrice ha creato con questa trilogia.
Abbiamo scoperto chi sono in realtà le tre protagoniste del primo volume e abbiamo imparato ad amarle e a comprenderle, scoprendo il fil rouge che le univa.

Essun non ha ancora ritrovato la pace, ma ha scovato un luogo in cui rifugiarsi e sopravvivere fino alla fine che, inevitabilmente, arriverà o a causa delle terribili condizioni che la quinta stagione ha creato nell'Immoto, o a causa della fame o ancora per mano di qualche sopravvissuto che non ha nulla da perdere.

Ne Il portale degli obelischi viene approfondita la figura di Essun: il suo carattere e il suo cuore vengono scandagliati ancora più profondamente di quanto non sia stato fatto nel primo volume e impariamo ad apprezzare il suo spirito di adattamento, la sua determinazione e la sua caparbietà.
Ritroviamo, inoltre, altri personaggi del primo volume: primo fra tutti Alabaster, il quale non mi è spiaciuto nel primo romanzo ma è in questo frangente che capiamo l'importanza del suo ruolo nonché la gravità delle sue azioni volte, tuttavia, ad ottenere un cambiamento, non importa quale sia il prezzo da pagare. 
Ritroviamo anche Shaffa, il custode di Syenite: in questo secondo volume Shaffa perde parte dell'arroganza e della superiorità che lo ha contraddistinto ne La quinta stagione, per trasformarsi in un personaggio diverso, un po' confuso, ma cambiato nello spirito.
Tra i personaggi nuovi, invece, spicca Nassun,  la potentissima figlia scomparsa di Essun, la quale, insieme al padre, ha raggiunto un luogo che le ha permesso di comprendere il suo potere e di sfruttarlo al massimo.

Ne Il portale degli obelischi ritroviamo lo stile nervoso, caotico e confusionario di Nora Jemisin, che io ho tanto amato proprio per la sua originalità: anche qui i capitoli sono dedicati ai diversi personaggi e anche questa volta l'autrice ha scelto di utilizzare la seconda persona singolare per i capitoli dedicati ad Essun.

Mentre leggere La quinta stagione è stato un po' faticoso, seppur un'esperienza fantastica, leggere Il portale degli obelischi è stata un'avventura indimenticabile. 
Credo davvero che questa autrice sia un genio e che abbia creato una trilogia originale che merita davvero di essere letta.

Che ne pensate?
R.

martedì 14 luglio 2020

Review Party: LA TERRA SPEZZATA - La quinta stagione di N. K. Jemisin


Buongiorno lettori!
Nuovo review party! Oggi parliamo de La quinta stagione di N. K. Jemisin, primo volume della trilogia La terra spezzata.
Ammetto che è stata una lettura non facilissima ma che mi ha completamente rapita.


Titolo: La quinta stagione
Autore: N. K. Jemisin
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 498,00

voto: 4/5

Trama: È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo.

È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.
Recensione:
La quinta stagione è ambientata nell'Immoto, l'unico continente del pianeta, e rappresenta l'inizio di un lunghissimo periodo di crisi geologica che porterà alla distruzione di tutto.

In questa ambientazione apocalittica si svolgono le storie delle tre protagoniste del romanzo: Damaya, Syenite ed Essun.
Damaya è una bambina spaventata dal suo enorme potere, emarginata dalla comunità e dalla sua stessa famiglia. E' una bimba intimorita ma determinata a trovare il suo posto nel mondo e qualcuno che le voglia bene.
Syenite è una ragazza addestrata al Fulcro, un'arma, pronta a scattare al bisogno: testarda, sfacciata, caparbia, a cui le regole stanno strette ma che cerca, comunque, di rispettare per la sua incolumità.
Essun è una donna sposata, madre di due bambini, che si trova ad affrontare la prova più dura e difficile della vita di una donna: la morte del figlio.
Queste tre protagoniste sono tutte legate da un unico filo conduttore che è l'orogenia: un potere incredibile di cui solo alcune persone sono dotate e che le rende in grado di sensire la terra, i suoi movimenti e le sue vibrazioni, di muoverla a proprio piacimento, di sedare un terremoto o alimentarlo. Proprio a causa di questa terribile e potente capacità gli orogeni sono emarginati, sottomessi e controllati al potere dei Custodi.

Leggere La quinta stagione è stata un'avventura sia dal punto di vista dello stile dell'autrice sia per quanto riguarda i contenuti.
La storia è densa, piena, ricca di avvenimenti eppure nulla è chiaro e lineare. Ho fatto fatica ad abituarmi al racconto di Nora Jemisin poiché l'autrice ci fornisce un sacco di informazioni, eventi e dettagli che non è facile far quadrare, soprattutto perché il lettore viene catapultato nel mezzo dell'azione. Ma quando finalmente il quadro è chiaro.....oh, quando tutti i tasselli vanno al loro posto è quello il momento in cui ci si accorge che La quinta stagione è il capolavoro di un genio.

Lo stile rispecchia la stessa confusione della trama, lo stesso nervosismo, la stessa dinamicità.
Ogni capitolo è dedicato ad una delle tre protagoniste e quello di Essun è scritto in seconda persona: questa per me è stata una circostanza nuova che mi ha del tutto affascinata anche se mi ha stranita all'inizio.

In conclusione vi consiglio caldamente di leggere La quinta stagione e di sorvolare sul disordine iniziale perché mano a mano che si procede nella lettura non la si può più abbandonare.
Il secondo capitolo della saga, Il portale degli obelischi, mi è piaciuto ancora di più....ma questa è un'altra storia.....

Visto che ormai entrambi i volumi sono usciti da un po', voi li avete letti?
Che ne pensate?
R.

sabato 27 giugno 2020

Review Party: LA GRAZIA DEI RE di Ken Liu


Buon sabato a tutti lettori,
oggi è il mio turno di parlarvi di LA GRAZIA DEI RE di Ken Liu, un romanzo edito da Mondadori  e che ho potuto leggere grazie al review party organizzato da Beatrice di Eynys Paolini Books


Titolo: La grazia dei re
Autore: Ken Liu
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 612
Prezzo: € 22,80 (cartaceo); € 12,99 (ebook)

 VOTO 2/5

Trama:L'Imperatore Mapidéré è stato il primo a unire i diversi regni dell'arcipelago di Dara sotto il dominio della sua isola d'origine, Xana. Dopo ventitré anni, tuttavia, l'Impero di Xana mostra segni di debolezza. Mapidéré è sul letto di morte, i suoi consiglieri complottano mirando ciascuno al proprio interesse, persino gli dèi sembrano adirati. Come se non bastasse, decenni di crudeli angherie e di dispotico potere hanno fatto sì che la popolazione non abbia nulla da perdere da una rivolta, ma molto da guadagnare.

È questo il mondo in cui vivono Kuni Garu, un affascinante perditempo poco propenso alla vita onesta, e Mata Zyndu, l'impavido figlio di un duca deposto, discendente di una nobile stirpe particolarmente colpita dalla ferocia di Mapidéré, che ha giurato di vendicarsi. Sembrano l'uno l'opposto dell'altro, ma durante la ribellione contro il potere imperiale i loro sentieri si incrociano in modo imprevedibile: diventano amici inseparabili, fratelli, e insieme combattono contro immensi eserciti, serici vascelli volanti, libri magici e divinità dalle forme mutevoli. Ma una volta che l'imperatore è stato rovesciato, Kuni e Mata si trovano a capeggiare fazioni rivali, con idee molto diverse su come si dovrebbe guidare il mondo, e su cosa sia la giustizia.


Recensione
Come potete vedere dal voto che ho dato a La grazia dei re, questo libro NON mi è piaciuto. Peggio ancora: non sono proprio riuscita a finirlo.

La grazia dei re non è un fantasy, checchè se ne dica in giro per il web, ma un romanzo di politica e strategia militare, ambientato in un mondo non reale, con qualche elemento soprannaturale caratterizzato dalla presenza di divinità che interagiscono tra loro.

L'imperatore Mapiderè muore dopo aver combattuto per più di vent'anni per unificare sotto la propria corona l'arcipelago di Dara. Il suo successore è un bambino, inesperto e mal consigliato, il cui governo va ad alimentare la rabbia della popolazione di Dara, già abbondantemente infuocata dalla tirannia di Mapiderè.
In questo clima scoppia, quindi, la rivolta, improntata a ristabilire l'indipendenza e l'identità dei singoli regni che formano l'attuale impero.

Ho trovato la lettura di questo volumone di 600 e passa pagine pesante, lenta, noiosa e monotona.
Ogni capitolo si apre con l'introduzione di un personaggio, il quale viene analizzato nel minimo dettaglio: dalla sua storia personale (vita, morte e miracoli), alla sua vita pubblica, al ruolo che svolge all'interno del racconto fino ad arrivare alla sua caratterizzazione. Dopodiché questo personaggio viene inserito nell'excursus narrativo e occupa la sua posizione nell'intricato puzzle che Ken Liu ha creato.
Questa sequenza si ripete per ogni personaggio e La grazia dei re ne ha molti: talmente tanti che non li ricordo nemmeno tutti e non so neanche se li ho affrontati tutti, perchè, ripeto, non sono riuscita a finirlo.
Tutta la prima parte è un pot- pourri di informazioni che mi hanno confusa e annoiata e mi hanno impedito di sviluppare una qualche empatia nei confronti dei protagonisti.


A rendere il tutto ancora più noioso e pesante è la quasi assenza dei dialoghi: il narratore onnisciente racconta tutto, lasciando poco spazio ai discorsi e alle conversazioni. Ma fa di più: le poche chiacchiere che i personaggi si scambiano nel corso di quella parte di libro che sono riuscita a leggere (la metà) e reggere,  sono inutili nel senso che non aggiungono nulla di nuovo e spesso sono filosofeggianti e ridondanti.
Questo aspetto, per me, è stato il più penalizzante di tutto il romanzo perché ha reso i personaggi vuoti e piatti.

Inoltre, la storia non si dipana mano a mano che si legge, ma tutto è già accaduto e questa circostanza mi ha dato la sensazione di star leggendo, non un romanzo, ma un libro di storia o la cronologia degli annali.

In conclusione La grazia dei re non mi è piaciuto poichè l'ho trovato noioso, lento, piatto e assolutamente poco coinvolgente, con un plot mal gestito e confusionario con una quantità assurda di nomi, luoghi e divinità da far quasi scappare la pazienza.

So che, invece, a molti è piaciuto. 
Voi lo avete letto? 
Come lo avete trovato?


martedì 9 giugno 2020

Review Party: LA CITTA' DI OTTONE di S.A. Chakraborty



Buongiorno a tutti readers!

Come state? Io alla grande: finalmente sono riuscita ad uscire di casa e sono rientrata a lavoro. Ero rinchiusa dal 9 marzo: prima mio marito è risultato positivo al covid, poi ho dovuto aspettare il mio turno per fare il tampone ed essere sicura di non averlo contratto da mio marito e tra un tampone e  l'altro e la lentezza della burocrazia si è fatto il 4 giugno....


Va beh, guardiamo il lato positivo: ho potuto leggere un sacco di bei libri e oggi vi parlo di LA CITTA' DI OTTONE di S.A. Chakraborty, che ho potuto leggere in anteprima grazie a Beatrice di Eynys Paolini Books, che ha organizzato il review Party, in collaborazione con Mondadori.



Titolo: La città di ottone
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 528
Prezzo: € 22,00 (cartaceo); € 9.99 (ebook)

Voto: 3/5

Trama: Egitto, XVIII secolo. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.

Recensione
Nahri è una ragazza molto speciale che vive di espedienti: tarocchi, letture della mano, riti magici per allontanare gli spiriti negativi sono alcuni dei "lavoretti" con cui si mantiene. Ed è molto brava in queste attività, o meglio molto credibile,  poichè può farlo sfruttando il dono speciale di riuscire ad entrare in sintonia con il corpo delle persone, sentirne la vita che scorre al suo interno e individuare eventuali malanni.
Proprio mentre svolge una di queste attività Nahri evoca involontariamente Dara,  quello che lei pensa essere un jiinn: uno spirito tipico della cultura medio-orientale la cui origine risiede nel fuoco. 
A seguito di questa circostanza, Nahri viene attaccata da una creatura che la vuole morta ad ogni costo ed è quindi costretta a fuggire con Dara verso la fantastica quanto misteriosa Citta di Ottone: Devabad.
La narrazione delle avventure di Nahri e Dara si alterna al racconto della vita di corte di Ali, secondo genito del sultano di Daevabad, il quale si trova invischiato con le attività di una organizzazione che cerca di sovvertire l'ordine della città, già in equilibrio precario.

La città di ottone è un romanzo molto bello ma non perfetto che, nonostante le sue 500 e passa pagine, si lascia leggere con piacere. 

L'autrice catapulta il lettore in un mondo, quello mediorientale, di cui non siamo abituati a leggere e introduce tutta una serie di figure mitologiche che in un primo momento possono confondere:
nomi e clan si rincorrono sulle pagine e il glossario  in calce è quasi come la manna dal cielo. Tuttavia, superato questo primo impasse, la lettura è molto piacevole.

Come dicevo prima, La città di ottone ruota intorno alle azioni di tre personaggi principali: Nahri, la protagonista, Dara, badboy non tanto bad e Ali, coprotagonista.

Il pregio di S.A. Chakraborty è quello di aver creato una protagonista femminile che non è perfetta per nulla, che ha dei limiti e ne è consapevole e che NON cresce improvvisamente e magicamente. Nahri è cosciente delle sue difficoltà, di non essere all'altezza della reputazione che la sua millenaria famiglia, di cui, peraltro, non sa nulla, ha costruito e, sinceramente, poco le interessa. Tutto ciò mi è piaciuto molto, sapete perchè? Perchè Nahri è vera: il suo atteggiamento è proprio quello che avrebbe chiunque di noi se ci fossimo trovati nella sua situazione e non quello che ci si aspetta che il protagonista di un libro abbia. Nahri non è perfetta, nessuno lo è, e si prende i suoi tempi e i suoi spazi per capire dov'è finita e dove sta andando.

Ali, invece, è proprio il suo esatto opposto: rigido, rispettoso, corretto, educato e a modo. La sua personalità è figlia dell'addestramento militare cui è sottoposto sin da bambino. La sua morale è integra e basata su una grande fede che, da un lato, lo spinge ad essere giudicato, ad uno sguardo un po' frettoloso, come bacchettone, dall'altro, però, è ciò che fa di lui una persona buona e votata alla giusta causa dell'eguaglianza dei diritti per tutti. La mia crush è tutta per lui. Ali mi è entrato nel cuore con la sua dolcezza, intelligenza, forza (eh sì, ci va anche quella) e ingenuità.

Infine Dara. Devo ammetterlo e, sicuramente andrò contro corrente: Dara è il personaggio che mi è piaciuto di meno per il suo lato decisamente troppo antiquato e maschilista, poco incline all'azione ragionata e più per "combino il guaio, poi vedo se ho sbagliato e magari risolvo". E' anche il personaggio a cui, a mio parere, l'autrice ha dato meno spazio e che ho trovato più piatto. Dalla lettura emerge che Dara sia qualcosa di più di quello che tutti credono: ha avuto un passato difficile e crudo eppure...per buona parte del libro ho avuto l'impressione che la scrittrice avrebbe lanciato la patata bollente, che ci avrebbe rivelato qualcosa su questo personaggio che avrebbe cambiato le sorti della vicenda e, invece....no. Forse (e spero) si è risparmiata per il secondo volume della trilogia ma questa scelta ha reso un tantino "inutile" il suo personaggio. Attendo, quindi, di leggere The Kindom of Copper.

In conclusione, questo primo capito mi è piaciuto anche se poteva, forse dare, un pelo di più. E' comunque un volume introduttivo che lascia il giusto spazio alla descrizione del mondo in cui si svolgono le vicende e che permette di conosce le dinamiche che andranno a svilupparsi all'interno dell'intera trilogia, anche se ciò ha reso buona parte della narrazione un po' lenta.
Inoltre, la scelta di alternare il racconto delle vicende dei protagonisti la apprezzo sempre molto perchè permette di avere un'idea a tutto tondo di quello che accade, oltre a rendere la storia più complessa ed interessante.  
Infine: la cultura mediorientale era per me del tutto sconosciuta e La città di ottone mi ha permesso di imparare qualcosa di nuovo.  Per cui vi consiglio di leggere questo libro.

Lo leggerete?
R.

sabato 30 maggio 2020

REVIEW PARTY: FALCE di Neal Shusterman


Buongiorno a tutti lettori,
maggio è stato un mese ricco di uscite e di progetti.
Oggi tocca al review party per FALCE, primo volume della Trilogia della falce di Neal Shusterman.
Siete pronti per entrare in un mondo decisamente particolare e futuristico?
L'evento è iniziato l'11 maggio e proseguirà nella blogosfera sino al primo giugno.
Ringrazio la CE che mi ha dato l'opportunità di leggere questo libro in anteprima.

Titolo: Falce
Autore: Neal Shusterman
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 360
Prezzo: € 19,00 (cartaceo), € 10.99 (ebook)

Voto: 3/5

Trama: Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori.
A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti.
Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l’efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere “spigolato”. In termini meno poetici: ucciso.
Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.

Recensione
Pinterest
Falce è ambientato in un futuro ideale in cui l'umanità ha sconfitto malattie e  morte e vive in un'apparente serenità per sempre. Sì, per sempre, perché nell'epoca post mortale nessuno muore mai, a meno che non si venga scelti dalle Falci: in una società in cui nessuno muore  e tutto è governato da un enorme cloud dalla memoria illimitata, il Thunderhead, l'unico problema che si pone è quello del sovraffolamento. La nuova realtà risolve questo problema con l'istituzione delle Falci, che hanno il compito di "spigolare" (uccidere) un tot di persone all'anno, in modo da mantenere sotto controllo la crescita esponenziale della popolazione.
Rowan e Citra vengono scelti per seguire l'apprendistato e diventare Falci.
L'originalità dell'idea di Neal Shusterman si percepisce pienamente dalla quarta di copertina, ma ciò che rende questo primo capitolo un perfetto libro introduttivo di una serie che promette grandi cose è sicuramente la capacità dell'autore di scrivere con uno stile melodioso, che culla il lettore fino alla fine. 
Devo ammettere che ho trovato alcuni buchi nella trama ma che si possono perdonare alla luce di quello che è il risultato finale.
Falce spinge il lettore a fare profonde riflessioni, cosa non facile, sul senso della vita che ha perso la sua controparte: la morte.
Pinterest
L'intera storia è raccontata in terza persona dal narratore onnisciente, il quale si alterna ad estratti dei diari personali di alcuni dei personaggi. Il ritmo non è serrato ma armonioso, fluido, mai nervoso, calcolato. Questa scelta permette di soffermarsi maggiormente sulla caratterizzazione dei due personaggi e sulla realtà distopica immaginata dall'autore.
Citra e Rowan vengono strappati dalla loro quotidianità e catapultati in un mondo cui non avrebbero mai pensato di appartenere. Entrambi sono refrattari ad abbracciare la professione che li attende all'esito dell'apprendistato ma è curioso e sicuramente interessante assistere all'evolversi della loro opinione circa l'attività delle Falci.
Devo essere sincera: mi aspettavo di leggere una storia con più colpi di scena e suspence, a tratti claustrofobica, come mi accade spesso con i distopici, ma in realtà non è stato così e la cosa non mi è dispiaciuta per niente: infatti, ho apprezzato notevolmente la scelta dell'autore di concentrarsi sui protagonisti e sulle loro riflessioni riuscendo, allo stesso tempo, a coinvolgermi e a non annoiarmi mai, ma ad incuriosirmi sempre più.
In conclusione Falce apre in modo eccellente una trilogia su cui, ormai, ho altissime aspettative e che vi consiglio caldamente di leggere.

Che ne pensate? 
Fatemi sapere se lo leggerete.
R.