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lunedì 17 novembre 2014

Recensione: MAGISTERIUM - L'ANNO DI FERRO di Cassandra Clare e Holly Black

Buon lunedì a tutti,
Indovinate? Piove. Anche oggi piove! Non se ne può più di tutta quest'acqua...ho bisogno di un sanissimo inverno freddo e ghiacciato ma (per favore!) asciutto!
Insomma, ha piovuto tutta l'estate, sta piovendo per tutto l'autunno....che almeno l'inverno sia come si deve....persino la neve va bene, purchè non sia pioggia.

Comunque, lamentele climatiche a parte, mi sono resa conto di aver e un mucchio di recensioni in arretrato, abbiate pazienza....arriveranno.
Intanto oggi vi parlo del primo volume della serie Magisterium, di Holly Black e Cassandra Clare. Ringrazio Anna dello staff Mondadori per avermene inviato una copia.

Più riguardo a Magisterium

Titolo: L'anno di ferro
Autore: Holly Black - Cassandra Clare
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 270
Prezzo: € 17,00

Trama: Quando raggiunge la grotta in cima al ghiacciaio, Alastair capisce subito che il Nemico l'ha preceduto. Sua moglie Sarah è stata uccisa, come gli altri maghi lì rifugiati. Solo il debole vagito di un neonato lo rincuora: suo figlio Callum, seminascosto accanto al cadavere della madre, è ancora vivo. Ma quando Alastair lo prende fra le braccia, le terribili parole incise nel ghiaccio da Sarah prima di morire lo fanno inorridire… Dodici anni dopo, quando Call viene ammesso al Magisterium, la prestigiosa accademia riservata ai ragazzi dotati di talento magico, suo padre è contrario: sin dalla più tenera età ha insegnato al figlio a diffidare della magia. E ora Rufus, il magister più anziano della scuola, lo ha ammesso all'Anno di Ferro, il primo del Magisterium. Call non può sottrarsi al suo destino. La magia scorre, in certe famiglie. Ma sul destino di Call incombe fin dalla nascita l'artiglio del Nemico. il fuoco vuole ardere, l'acqua vuole scorrere, l'aria vuol levarsi, la terra vuole avvincere, il caos vuol divorare.

INCIPIT: Da lontano, l’uomo che arrancava su per il fronte bianco del ghiacciaio poteva somigliare a una formica che zampetta lentamente sul bordo di un piatto. La baraccopoli di La Rinconada era una manciata di puntini sparsi molto più giù; il vento aumentava via via che lui saliva, soffiando sbuffi polverosi di neve sul suo volto e paralizzando i suoi ricci umidi e neri. Nonostante gli occhiali d’ambra, il suo volto era contratto in una smorfia per la luminosità del tramonto riflesso. L’uomo non aveva paura di cadere, anche se non usava corde o ancoraggi, solo ramponi e una piccozza. Il suo nome era Alastair Hunt ed era un mago. 
RECENSIONE
Quando ho iniziato questo primo volume della serie Magisterium ero piena di aspettative ed eccitazione.  Il fatto che fosse stato scritto da due penne fantastiche come quelle di Cassandra Clare e Holly Black era una garanzia, per cui mi sono dedicata alla lettura con ottimismo e completa, assoluta, devota fiducia.
Con questo incipit non voglio spaventarvi, ma solo mettervi in guardia.
Devo ammettere che aver sentito che la storia di Callum si avvicinava molto a quella di Harry Potter un po' mi spaventava, ma, ripeto, ero fiduciosa. Ma devo essere assolutamente sincera con voi: ho storto il naso per più di metà libro e sono andata avanti solo perché stavo comunque leggendo un libro della Clare e della Black. Partiamo dal presupposto che qualsiasi cosa che non sia HP che mi faccia ricordare anche solo vagamente il mondo creato da zia Row. mi infastidisce e non poco. Nessuno sarà mai alla sua altezza, non ci sarà mai alcun termine di paragone, quindi....perché diamine ci provate?
Call è un ragazzo maltrattato da tutti i compagni della sua età, che ha dei poteri magici che non riesce a controllare, che viene ammesso in una scuola di magia, il Magisterium, dove scoprirà che infondo è meglio di casa, lega con i due ragazzi (un maschio e una femmina) con cui divide il dormitorio, e deve confrontarsi con un nemico della Morte (nel senso che non ci pensa proprio a morire) che per salvare se stesso dalla fine lega un pezzo della sua anima alla creatura vivente più vicina.
Ok, ci ho messo un mucchio di tempo per decidermi a scrivere la recensione di questo libro, perché per buona parte della lettura mi sono sentita tradita e sciocca per aver riposto così ciecamente la mia fiducia di lettore nelle mani di queste due autrici che io amo alla follia.
Detto questo, fortunatamente, nella seconda metà la storia si riprende, gli elementi potteriani passano un pochino in secondo piano e Call, Aaron e Tamara prendono la loro strada per la loro avventura.
Fortunatamente, ripeto, perché da questo punto in avanti il libro è decisamente fantastico e spiazza il lettore con tutta una serie di colpi di scena. SPOILER:(evidenziate con il mouse) Innanzitutto si scopre che il protagonista, in realtà, non è l'eroe, che il cattivo non è chi crediamo che sia, e che il buono.....beh non è buono.
La seconda metà di L'anno di ferro compensa completamente la prima. Mentre uno stile lento, monotono, noioso e troppo descrittivo (senza contare il fastidio potteriano) caratterizzano la prima parte, la seconda è esattamente l'opposto: mi sono ritrovata a divorare le pagine, a leggere con foga  per sapere cosa sarebbe successo, quali misteri e segreti nasconde il padre di Cal, mi sono chiesta il perchè di quel prologo così macabro, mi sono fatta domande sul destino di Cal e dei suoi compagni.  Ma adesso sono ancora stracuriosa di leggere il secondo volume, che spero e credo, sia decisamente meglio del primo nel suo complesso. Sono curiosa di scoprire come si risolvere l'impasse che la Clare e la Black hanno creato. 
Mi sono convinta che tutta la prima parte della storia sia stata necessaria per introdurre il lettore al Magisterium, ma tutti quei riferimenti ad Harry Potter, io, li avrei proprio evitati. E lo so che il Magisterium non è per niente Hogwarts, ma fare il collegamento è un attimo. Grazie a Dio, le autrici ad un certo punto sono rinsavite creando una storia particolare ed originale.
Peccato per la prima parte. 
E MEZZO

Non posso dare un voto più alto. Mi spiace ma tutta la prima parte del libro ha influenzato decisamente la mia valutazione complessiva. Tuttavia sono ottimista, e credo che il secondo volume sarà fantastico.
Scusate se mi sono dilungata un po', ma avevo necessario bisogno di sfogarmi.

Allora, che ne dite? Lo avete letto?
Lo farete?

Serie Magisterium
1) L'anno di ferro - 4 novembre 2014 (ita)
2) The copper gauntlet - 2015 (eng)
3) The cosmos blade - 2016 (eng)
4) The golden boy - 2017 (eng)
5) The enemy of death - 2018 (eng)

Rosy

domenica 6 luglio 2014

Recensione: L'ARTE INGANNEVOLE DEL GUFO di Ella West

Buona domenica a tutti,
come state passando il weekend? Io ho poltrito un po', ieri  ho finito di guardare la seconda stagione di C'era una volta e iniziato la terza, e infine ho iniziato una nuova lettura: Le cose che non so di te.
Qualche giorno fa, su facebook, vi dicevo che devo ancora recensire due libri. Uno che ho finito a giugno e uno che ho finito i primi di luglio.
Ho deciso di iniziare con L'arte ingannevole del gufo. Una storia davvero affascinante che mi ha incuriosita fino all'ultima pagina.

Più riguardo a L'arte ingannevole del gufo


Titolo: L'arte ingannevole del gufo
Autore: Ella West
Casa Editrice: Giunti
Pagine: 160
Prezzo: € 12,00

Trama: Tutte le sere, dopo il tramonto, Viola si addentra nel bosco dietro casa. La grave malattia di cui soffre le impedisce di esporsi anche al minimo raggio di sole. Così, quando i suoi compagni sono impegnati con la scuola, lei dorme o sta in casa a suonare, e quando loro vanno a dormire, lei passeggia libera tra gli alberi del suo bosco, in compagnia del buio e di tutti gli animali che lo popolano. Una sera, però, sul sentiero sterrato da cui non passa anima viva, scorge un’auto: un ragazzo tira fuori un corpo pesante dal bagagliaio e lo trascina sul sedile di guida, prima di dare fuoco alla macchina. Poi seppellisce qualcosa nel terreno vicino. Sei alberi dal ciglio della strada: per Viola è facilissimo ritrovare il punto in cui quel tizio ha scavato la buca… e dare inizio alla sua personale, pericolosa indagine. Che cosa ci fanno tanti soldi sepolti nel bosco? E quel ragazzo è forse un assassino? Tornerà a cercarla? 


L'arte ingannevole del gufo punta tutta la sua attenzione su Viola: una ragazzina affetta da una malattia rarissima, incurabile, che non le permette di godere della luce del sole. Viola è una figlia della luna. Le sue giornate si svolgono al contrario rispetto alla classica giornata di una teenager: va a dormire all'alba dopo aver passato tutta la notte nel bosco vicino casa e si sveglia al tramonto per fare colazione, seguire corsi online, fare i compiti e poi via di nuovo nel bosco.
Viola si è abituata bene a questa sua vita un po' particolare le cui regole sono dettate dal sole.
Durante una delle sue escursioni notturne, la ragazza vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere: un ragazzo scarica un cadavere dal bagagliaio della macchina e gli da fuoco; poco più in là, invece, seppellisce un enorme sacco della spazzatura che Viola scoprirà contenere un milione di dollari.
L'arte ingannevole del gufo è un sottilissimo thriller, raccontato con gli occhi di una tredicenne: il suo piano segreto per aiutare i genitori, i messaggi inquietanti dell'assassino, la vita difficoltosa di una ragazzina malata che ama la musica più di ogni cosa.
Questo libro è partito un po' in sordina, ma via via che la storia andava avanti mi ha preso sempre più: mi incuriosiva scoprire come questa ragazza magrissima e apparentemente debole l'avrebbe spuntata contro un ragazzo con qualche rotella fuori posto, pronto ad uccidere per un milione di dollari, capace di tutto in nome di una nuova vita lontano dal pericolo del carcere.
Scritto bene, in modo semplice, fluido, mai intricato. Un thriller, sì, ma ricordiamoci che è una tredicenne a raccontarcelo e per cui non stupisce il tono disincantato in cui viene descritto il bosco o la fattoria in cui vive. L'arte ingannevole del gufo non è mai pesante, non mi ha dato un senso di soffoco come spesso mi capita leggendo questo genere perchè tutto è raccontato in modo edulcorato attraverso la voce innocente di Viola. Ci sono scene in cui la sua paura passa le pagine,in cui il terrore per un futuro che non sa se ci sarà arriva dritto al cuore.
Forse manca qualcosa per renderlo un libro speciale, quel qualcosa in più che ti fa dire wow! Tuttavia è stata una lettura piacevole, non perfetta ma decisamente buona.
Un buon inizio per le letture di luglio.

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Tre e mezzo perché è un buon libro e scritto davvero bene. Non quattro perché alla fine manca quel pizzico in più.

Allora, chi di voi lo ha letto? Vi è piaciuto? Vi incuriosisce?


lunedì 10 febbraio 2014

Recensione DRYADEM di Marie Albes

Buon lunedì miei lettori, allora come va?
Ho mal di denti! Aiutatemiiii! Qualcuno conosce un rimedio della nonna? Per favoreeeeee! *Piange disperatamente da un paio di giorni*
Tralasciando i miei dolori, cosa state leggendo? Io sono immersa in Requiem della Lauren, per ora mi piace ma aspetto che arrivi la delusione. Ho letto diverse recensioni non tanto entusiaste, voi lo avete già letto?

Questa sera vi parlo di un libro  di un'autrice italianissima, Marie Albes, che mi ha inviato il suo lavoro, ahimé, un mucchio di tempo fa ma che da poco sono riuscita a leggere.
Pronti per leggere la recensione? Sì è un po' tardi, ma ho lavorato tutto il giorno e il mio progetto fitness (QUI) mi sta impegnando davvero tanto...va beh...bando alle ciancie!

Titolo: Dryadem
Autore: Marie Albes
Casa editrice: autopubblicato
Pagine: 448



Trama: Ayres den Adel è conosciuta a Wells per la sua misantropia e la sua ostilità, ma solo chi le è veramente vicino sa quanto sia sensibile. E così, fragile e insicura, la ragazza sopravvive allo scorrere dei giorni lavorando ogni istante, cercando in tal modo di soffocare il rimorso per la colpa che l'affligge da anni, una colpa che in realtà ha radici molto più lontane di quello che lei stessa possa immaginare.
Finché un giorno, la comparsa di un misterioso tatuaggio sulla sua pelle e l'arrivo di James Armstrong - venuto appositamente dall'Alaska per chiederle aiuto - sconvolgono la sua vita passiva.
La sua stessa percezione del mondo verrà capovolta dal susseguirsi degli eventi, che la rinchiuderanno in una morsa di sentimenti opposti: amore e odio, pace e vendetta.
Una morsa che Ayres sarà costretta ad affrontare, per rinascere poi come una fenice dalle ceneri che provocherà.



Allora, da dove iniziare? Spesso mi trovo in difficoltà a recensire i libri che leggo. A volte un libro non mi è proprio piaciuto e faccio una fatica tremenda a dosare le parole, altre, invece, mi è piaciuto così tanto che non riesco ad esprimere per iscritto le emozioni che ho provato, altre volte non so dire se il libro che ho letto mi sia piaciuto o meno. Questo mi capita spesso con i libri di autori emergenti, magari autopubblicati. Spesso sento il peso della responsabilità di dire ad un autore che ha lavorato tantissimo che al suo libro manca qualcosa oppure che è veramente bello.
La stessa cosa mi è capitata con Dryadem di Marie Albes. Sicuramente il suo libro mi è piaciuto per quanto riguarda la storia, l'originalità del tema trattato, l'attento lavoro di ricerca storica che traspare dal testo, anche se comunque qualche dubbio mi è rimasto, ma niente di grave.
Ayres è una driade, non una qualunque, ma la Driade, la più potente di tutte. Figlia della terra e attesa da tutti. Ovviamente la ragazza è all'oscuro dei suoi poteri e del suo ruolo: si ritiene una semplice ragazzina, un pò scorbutica per la sua età.
Poteva mancare il bello e tenebroso? Ovviamente no. E quindi ecco arrivare James, che nella vana speranza di liberarsi della maledizione che lo affligge da tempo, svela ad Ayres la sua natura di driade, infatti solo lei potrà liberarlo dal maleficio. A questo punto Ayres si trova a dover affrontare i suoi enormi poteri: la presa di coscienza della protagonista avviene lentamente, per livelli; Ayres impara piano piano a gestire il suo potere e a controllarlo.
Dryadem ha una parte romance predominante: la protagonista farà di tutto per salvare il ragazzo di cui si è innamorata, anche se, ad essere sincera quel bell'imbusto non se lo merita proprio, con tutti i suoi attimi di incoerenza e indecisione. La storia d'amore ha decisamente un ruolo centrale: tanti alti  e bassi e tira e molla, fortunatmente, per ora, nessuno triangolo.
Una storia ben costruita che si lascia leggere volentieri nonostante qualche piccola imperfezione. Dovrei fare un appunto sul viaggio nel tempo ma non lo faccio per evitare spoiler.
La Albes è stata abile nel dare vita alla sua fantasia, creando tutta una serie di personaggi che ben si intrecciano con le vicende che vivono i due protagonisti. Dryadem è scritto in modo semplice, leggero. Una pagina tira l'altra fino alla fine della storia.
Una storia magica e romantica, un esordio che non se la cava affatto male, un tema di fondo originale che mi ha incuriosito: ecco, questi sono i punti di forza di questo libro a cui vi consiglio di dare una possibilità.

E MEZZO

Devo ringraziare Marie Albes per avermi dato l'occasione di leggere e recensire il suo libro, so che c'è in cantiere un seguito, di cui presto avremo notizie. Inutile dire che sono curiosa. Mi piacerebbe avere più tempo per poter leggere di più. A questo proposito colgo l'occasione per chiedere scusa a chi ancora sta aspettando...abbiate pazienza, siete in troppi.
Allora, chi di voi ha letto Dryadem o lo farà? Lasciatemi i commenti, ormai sapete che sono curiosa!
Un bacino,