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giovedì 30 marzo 2017

Recensione: 9 Novembre di Colleen Hoover

Buonasera amici,
Rieccomi qui!
Avete visto come sono belli i nuovi temi blogger? Io mi sono fissata con questo che vedete montato su Inside a book...purtroppo ha un piccolo problema...non funziona il gadget dei lettori fissi....uffff...le ho provate tutte ma non so come risolvere.
Niente paura. Se siete già follower continuerete a vedere i nuovi post nella vostra bacheca, se invece volete aggiungervi vi chiedo di avere pazienza fino a quando non riesco a risolvere la questione e, nel frattempo, potete iscrivervi con la mail (In alto a destra ISCRIVITI), oppure unirvi a miei seguaci su google plus....(colonna di destra sotto all'immagine del profilo, oppure in alto a destra dove vedete le tre lineette orizzontali: cliccate e si aprirà la colonna di destra).
In questo periodo di assenza ho letto molto poco, solo due libri di cui non vedo l'ora di parlarvi, anzi di uno ve ne parlo già oggi. Inizio con 9 NOVEMBRE di Colleen Hoover e nei prossimi giorni vi parlerò di Le confessioni del cuore della stessa autrice. A proposito di quest'ultimo.....aspetto con ansia di vederne la serie tv!
Basta...bando alle ciance e iniziamo!



Titolo: 9 novembre
Autore: Colleen Hoover
Casa editrice: Leggereditore
Pagine: 308
Prezzo: € 12,67

 
Trama: È il 9 novembre quando, durante un pranzo con il padre, Fallon incontra Ben per la prima volta. È un giorno speciale per lei, non solo perché sta per trasferirsi da Los Angeles a New York, ma anche perché ricorre l’anniversario dell’evento che ha segnato per sempre la sua vita, il terribile incendio che le ha lasciato cicatrici su gran parte del corpo, impedendole di continuare la sua carriera da attrice. Contro ogni previsione, la conoscenza tra i due si trasforma subito in qualcosa di più, ma Fallon sta per partire e sembra esserci tempo solo per il rimpianto. Come per strappare al destino quell’inevitabile separazione, Ben le promette allora che scriverà un romanzo su di loro, proponendole di ritrovarsi il 9 novembre di ogni anno, fino a che non ne compiranno ventitré. È così che ogni 9 novembre i due protagonisti aggiungono un nuovo capitolo alla loro storia, finché qualcosa non arriva a sconvolgere le loro promesse e a mettere alla prova i loro sentimenti, tra i dubbi di Fallon e le mezze verità di Ben.

RECENSIONE

Era tanto che non leggevo qualcosa della Hoover e devo dire che mi era mancata un sacco.
Ho letto 9 novembre in un giorno e mezzo (*solo perchè sono vecchia e stanca*) e l'ho divorato.
La storia mi ha coinvolto da subito e ho trovato l'idea di fondo molto, molto originale.
Fallon e Ben si incontrano quasi per caso accorgendosi sin da subito di essere legati da un'affinità senza paragoni.
Fallon è una diciottenne, lettrice accanita che odia gli instalove tanto quanto li odio io. ( NdR: gli instalove sono quegli amori che nascono e bruciano nel giro di un paio d'ore che vanno tanto di moda nei romanzi degli ultimi anni). Ben è uno scrittore che ancora non ha mai scritto nulla.
Fallon ha subito un terribile incidente che le ha provocato ustioni su gran parte del viso e del corpo.
Ben....di Ben non posso dirvi altro altrimenti vi spoilero il libro
Il giorno del loro incontro è anche quello in cui Fallon deve lasciare Los Angeles alla volta di New York per coronare il suo sogno di diventare un'attrice. I due si promettono di rivedersi ogni anno nello stesso giorno in modo da evitare che una potenziale relazione amorosa possa impedire loro di raggiungere i propri obiettivi. Fallon è, infatti, decisa a non innamorarsi fino ai ventitré anni.
Ed è così che è strutturato il romanzo.
Ogni capitolo corrisponde ad un nove novembre.....ogni capitolo è raccontato ora dal punto di vista di Fallon ora da quello di Ben ed è in questo modo che si dipana la vita dei protagonisti e il lettore viene a conoscenza di fatti ed eventi. E così per cinque anni.
Colleen Hoover è stata abilissima nel raccontare una storia che ha dell'incredibile, fatta di tantissima sofferenza. Nonostante il dolore e le disgrazie che si abbattono o si sono abbattute sui protagonisti, la lettura non risulta mai, mai, mai, mai pesante, anzi la stessa è fluida e scorrevole, veloce, lineare.
La storia raccontata è molto intensa e mi ha coinvolta tantissimo e i personaggi sono delineati con maestria e approfonditi sotto ogni sfaccettatura: si percepiscono quasi a pelle le insicurezze di Fallon e la sua voglia di rivincita, il sarcasmo e l'ironia di Ben, la frustrazione dei due nel non potersi vedere ne sentire. Ancora una volta Colleen Hoover dimostra la sua icrebile abilità nel creare trame con risvolti sorprendenti e per nulla scontate.
Ho amato ogni singola parola di questo libro e vi consiglio davvero di leggerlo.

L'avete letto?
Che ne pensate?
Lo leggerete?

Rosy
P.S. Si accettano suggerimenti per il gadget dei follower.....

domenica 27 novembre 2016

Recensione: HARRY POTTER E LA MALEDIZIONE DELL'EREDE di J.K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany

Buongiorno lettori, 
eccomi qui come promesso.
So che arrivo un po' in ritardo ma sono riuscita a concluderlo solo ieri sera, per motivi che vi spiego qui.
Non mi perdo in tante chiacchiere perchè credo che questo libro non abbia alcun bisogno di introduzione.
Allora, iniziamo?



Autore: J.K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany
Casa editrice: Salani Editore
Pagine: 342
Prezzo: € 16,83

Trama: Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne, un nuovo spettacolo di Jack Thorne, Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è l'ottava storia della serie di Harry Potter e la prima a essere rappresentata a teatro. La premiere mondiale si è tenuta nel West End di Londra il 30 luglio 2016.

È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati.

Incipit: "Una stazione affolata, piena di gente che cerca di andare da qualche parte. Nel trambusto, due grandi gabbie che sferragliano in cima a due carrelli pieni di bagagli. I carrelli sono spinti da due ragazzi: JAMES e ALBUS POTTER. La loro madre, GINNY, li segue. Un uomo di trentasette anni, HARRY, porta la figlia LILY, in spalla."

Recensione
Allora, parlare di questo libro non è facile. Insomma, si tratta di Harry e della zia Ro.
Non so nemmeno da dove iniziare a dire il vero....
Ero emozionatissima di leggere questo nuovo capitolo, di conoscere i figli di Harry, Hermione e Ron, di vedere come sono cambiati, com'è cambiata Hogwarts....in poche parole, di rientrare in questo mondo fantastico.
Devo dire che da questo punto di vista sono rimasta delusa.  Il copione di un'opera teatrale non è adatto per far trasparire emozioni e sentimenti, a quello ci pensano gli attori, e quindi ho trovato tutto molto freddo e distaccato. Nonostante ciò la storia ideata per questo spettacolo è molto carina e sono sicura che l'avrei amato e adorato se fosse stato un romanzo. Ma così non è, quindi cerco di passare sopra al copione e dirvi con onestà cosa ne penso.
Penso che Harry e la maledizione dell'erede sia un lavoro decisamente buono, con una storia originale, non all'altezza dei romanzi di zia Ro, ma, ripeto, si tratta di un copione non di un romanzo. E anche se le critiche sono state tante, dalla scelta degli attori alla storia in sè, io l'ho amato.
Questo ottavo capitolo della serie racconta le peripezie del secondogenito di Harry, Albus Severus Potter, e del figlio di Draco Malfoy, Scorpius, alla continua ricerca dell'attenzione e dell'approvazione di due genitori che portano nomi importanti.
Ho letto che molti non hanno apprezzato l'Harry che è emerso da questo nuovo capitolo: un Harry che non sa che pesci prendere e che non sembra essere un buon padre per Albus. Io non sono d'accordo. Harry è un uomo come tutti gli altri. Dietro al bambino che è sopravvissuto, dietro all'eroe che ha salvato il mondo da Voldemort, non c'è altri che un uomo che si trova ad affrontare una prova meravigliosa e difficile che è quella di crescere tre figli senza aver mai saputo cos'è un padre e cosa fa. Harry ci prova, sbaglia, cade, sbaglia di nuovo ma fa quel che può: ci prova e non rinuncia.
Il plot è incentrato essenzialmente su Albus ed Harry mentre gli altri personaggi passano in secondo piano, ad eccezione di Scoprius e Draco.
Non vi dico nulla sui fatti della storia perchè qualsiasi cosa potrei dire sarebbe da considerare spoiler e io odio gli spoiler.
La storia è veloce, movimentata, ricca di avvenimenti e posso solo immaginare cosa possa essere vedere lo spettacolo teatrale. L'idea di fondo è originale ed interessante e propone molti spunti per futuri lavori.
Questo libro mi è piaciuto, ma non lo consiglio a chi si aspetta di tornare ad Hogwart e ammirare le sue meraviglie. 
Il mio voto è di quattro stelline perché sono romantica e nostalgica e mi rifiuto di dare un voto più basso ad una storia che ha per protagonista Harry Potter, ma è carente di tutta la magia e le emozioni e i sentimenti che un romanzo avrebbe potuto dare al lettore.
Si vocifera della possibile uscita di una versione romanzata della storia....speriamo....

Che ne pensate? 
Chi di voi lo ha letto? 
Ditemi la vostra, sono curiosa.
Buona domenica, 
Rosy

giovedì 16 giugno 2016

SPADA DI VETRO di Victoria Aveyard

Buongiorno a tutti,
come va? Qui l'ansia sale perché in una data imprecisata che va da oggi al trenta giugno, dovrebbero uscire i risultati dello scritto dell'esame di avvocato, che noi poveri disgraziati, che abbiamo scelto di buttarci in questo orribile inferno, abbiamo fatto a dicembre....sì... ben sei mesi fa. Quindi potete capire come siano messi i miei nervi.....Che poi, parliamoci chiaro, lo chiamano esame ma in realtà ha tutti i crismi di un concorso pubblico....con la differenza che se lo passi non hai il posto assicurato e pagato dallo stato.
Sorvoliamo!
Oggi voglio parlarvi di Spada di vetro, secondo volume della serie Red Queen di Victoria Aveyard che io, a differenza di molti, ho amato alla follia.


Titolo: Spada di vetro
Autore: Victoria Aveyard
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 315
Prezzo: € 16,92
Acquista qui: Spada di vetro

Trama: Il suo sangue è rosso – come quello della gente comune – ma lo straordinario potere di controllare i fulmini, che nessun Argenteo possiede, rende Mare Barrow un'arma sulla quale il Palazzo vorrebbe riuscire a mettere le mani. Tutta la corte la considera un'eccezione, ma non appena Mare riesce a sfuggire a Maven, il principe – e prima ancora l'amico – che l'ha tradita, scopre una verità sconvolgente: lei non è affatto un'eccezione. Perché di giovani Rossi e Argentei ne esistono molti altri.
Inseguita da Maven, diventato un sovrano crudele e vendicativo, Mare fa di tutto per trovare e reclutare altri guerrieri Novisangue che si uniscano alla lotta dei ribelli contro il re oppressore. Nel farlo, però, entra in un territorio molto pericoloso, dove rischia di diventare proprio come i mostri che sta cercando di sconfiggere.
Riuscirà a sopportare il peso delle vite che dovranno essere spezzate durante la ribellione? O la slealtà e il tradimento subiti l'avranno indurita per sempre?
Nel secondo elettrizzante romanzo di Victoria Aveyard, la lotta dell'esercito ribelle contro un mondo ingiusto, dove è considerato normale segregare le persone in base al colore del loro sangue, costringerà Mare ad affrontare il lato oscuro che piano piano si è fatto largo nel suo animo.

INCIPIT: Sussulto. Lo straccio che lei mi passa è pulito ma odora ancora di sangue. Non dovrebbe darmi fastidio, dato che i miei vestiti ne sono già tutti impregnati. Il rosso è il mio, naturalmente. Quello argento, invece, appartiene a molti altri.

RECENSIONE

So che questa serie non è piaciuta a molti ma a me sì. Ho adorato il primo volume e ho amato ancora di più il secondo.

Spada di vetro riprende esattamente dove ci aveva lasciati il primo volume (leggimi!). Mare e Call sono in fuga dalla terribile regina nella speranza di poter trovare altre persone come Mare: Rossi con poteri da Argentei. Nel mondo di Mare, infatti, l'umanità si divide in due gruppi: i nobili che hanno il sangue color argento e sono dotati di particolari poteri che li rendono simili a dei, e i poveri, con il sangue rosso e senza alcuna particolare specialità. Mare è l'eccezione.
In questo secondo romanzo la ricerca dei Novisangue spinge Mare a fare scelte importanti, alcune talmente difficili che la porteranno a chiedersi chi sia la persona che sta diventando.
Come dicevo prima io amo questa serie e ho amato la Mare coraggiosa e determinata del primo volume. Invece, la Sparafulmini di Spada di vetro mi è piaciuta meno: troppo insicura, troppe scelte sbagliate, troppe paure e crolli psicologici. No, non mi è piaciuta, tuttavia questa è la sua naturale evoluzione: Mare ha alle calcagna il nuovo re e la perfida regina che voglio annientare tutto ciò che le è caro, quindi la sfiducia, la paura uniti al rimorso per quello che ha fatto e gli incubi notturni e l'insicurezza del futuro hanno generato un personaggio che ormai è svuotato, debole, stanco solitario.

Ho amato tantissimo, invece, i personaggi secondari, in particolare Cal e Kilorn. Cal è una persona fantastica, coraggiosa, umile che sa quando è il momento di fare un passo indietro e chiedere scusa. Kilorn è il migliore amico di Mare, che abbiamo incontrato già nel primo volume ma che qui, in Spada di vetro, acquista una proprio autonomia e interpreta bene il suo ruolo.

Questo secondo romanzo è diverso dal primo: mentre Regina rossa si presenta come una storia fluida, veloce, che pone l'attenzione in modo particolare sugli eventi, Spada di vetro è più complesso, introspettivo e i riflettori sono tutti puntati sulla caratterizzazione dei personaggi: si presenta, dunque, più lento e meno lineare, ma comunque un'ottima storia che si conclude con un cliffhanger "da paura" (passatemi il gergo).
Non vedo l'ora di leggere il terzo volume e scoprire come si evolveranno gli eventi.

Allora, che ne pensate? 
Lo avete letto o lo farete?
Siete curiosi di sapere come va a finire?

Serie Red Queen
0.1# Queen song
0.2# Steel scars
3# Senza titolo
4# Senza titolo
Rosy

lunedì 11 aprile 2016

LA BATTAGLIA DEI PUGNALI di Marie Lu - RECENSIONE IN ANTEPRIMA

Buon pomeriggio lettori,
come vi avevo preannunciato sulla pagina facebook, oggi vi parlo di La battaglia dei pugnali di Marie Lu (aka The young elite).
Il nuovo romanzo di Marie Lu uscirà per Newton Compton Editori il 14 aprile ma grazie alla CE ho potuto leggerlo in anteprima e quindi....eccomi qui.
Devo essere sincera...ho comprato questo libro in lingua, nella speranza di riuscire a leggerlo prima o poi....ma poi il tempo è passato e nel frattempo è stata annunciata la pubblicazione in Italia e così l'ho letto in lingua.



Titolo: La battaglia dei pugnali
Autore: Marie Lu
Casa editrice: Newton Compton editori
Pagine: 350
Prezzo: €9,90
Acquista qui: La battaglia dei pugnali (Young Elite Series Vol. 1)

14 APRILE 2016


E MEZZO
Trama: Adelina Amouteru è una sopravvissuta. Dieci anni fa il suo Paese è stato colpito da un’epidemia. Sono morti quasi tutti, e i pochi bambini rimasti in vita sono stati marchiati per sempre dalla malattia. I bei capelli corvini di Adelina sono diventati color argento, le sue ciglia bianche, e l’occhio sinistro è sostituito da una brutta cicatrice. Il suo crudele padre la considera un’appestata, una maledizione per la casata degli Amouteru. Ma i sopravvissuti hanno acquisito anche straordinari poteri magici, per questo la popolazione li chiama “Giovane Elite”. Teren Santoro è al servizio del re, dirige l’Inquisizione: il suo compito è scovare i sopravvissuti della Giovane Elite e annientarli. Lui li considera malvagi, eppure è lo stesso Teren a nascondere grandi ombre nel suo cuore. Enzo Valenciano fa parte della Compagnia della Spada, un gruppo segreto all’interno della Giovane Elite, nato con il compito di combattere l’Inquisizione. Ma quando incontrerà Adelina, scoprirà che la ragazza possiede poteri che mai nessuno ha avuto prima e cercherà di convincerla a combattere al suo fianco.
INCIPIT: Qui i morti sono quattrocento. Prego che i vostri se la passino meglio. La città ha cancellato i festeggiamenti delle Lune di Primavera per la quarantena e le caratteristiche feste in maschera sono diventate scarse quanto la carne e le uova.La maggior parte dei bambini nel nostro distretto sta uscendo dalla malattia con effetti collaterali alquanto singolari. I capelli di una ragazzina sono mutati da dorato in nero da un giorno all'altro. Un ragazzo di sei anni ha delle cicatrici che gli deturpano il viso senza che sia mai stato toccato. Gli altri medici sono abbastanza terrorizzati.

RECENSIONE
Devo ammettere che avevo grandi aspettative su questo romanzo. Conosco l'autrice per aver letto la trilogia Legend e mi fido di lei. Ero praticamente sicura che non mi avrebbe delusa, pertanto non ho calato il mio entusiasmo nemmeno quando, finalmente, ho avuto questo libro per le mani. Di solito quando inizio la lettura abbasso le aspettative e alzo i muri della critica per non rimanere delusa.
Tuttavia, Marie Lu si è mostrata all'altezza e questo nuovo romanzo, che è il primo di una trilogia, mi è piaciuto un sacco e non mi ha deluso per niente.
La protagonista di questa storia è una ragazzina che è stata colpita, come tanti altri, da una malattia che non ha lasciato scampo agli adulti ma che ha salvato qualche bambino. Ad alcuni di questi bimbi sono rimasti segni fisici più o meno visibili, ad altri no, ma tutti i sopravvissuti hanno sviluppato delle particolari abilità che li hanno resi dei mostri agli occhi degli altri.
Adelina Amoutero ha perso i suoi bellissimi capelli neri che si sono trasformati in un argento che uguaglia il colore della luna e una brutta cicatrice le segna il viso là dove i medici sono stati costretti a toglierle l'occhio. Adelina ha sopportato tanto dopo la guarigione: lo scherno degli altri, la morte della madre, l'invidia nei confronti della sorella che pur essendo malata e poi guarita non presenta alcun segno speciale e l'odio, la delusione, la rabbia del padre. Tutti questi sentimenti sono cresciuti dentro di lei ed insieme a lei, forgiando una protagonista femminile con un carattere spaventosamente oscuro e con un animo troppo affine alla crudeltà.
Adelina è quindi un personaggio sui generis, di cui non si legge spesso. Un personaggio che si lascia dominare dai propri sentimenti non esattamente puri e che, pur essendone spaventata, decide di farne una propria forza. Ed è proprio da questo rancore che cova da anni che si sviluppa il suo temibile potere: un potere che si alimenta della paura e dei timori di chi le sta intorno. Adelina è in grado di giocare con l'immaginazione nel vero senso della parola. I suoi poteri le permettono di creare illusioni e far credere al proprio avversario di vedere qualcosa che non c'è o di sentirla.
Adelina è un personaggio che nella sua peculiarità mi è piaciuto molto, nonostante ci siano stati dei momenti in cui mi ha irritata. L'abilità della Lu sta nell'aver creato una protagonista che non ha niente di eroico, che non si fida di nessuno, che si nutre di rabbia, paura, vendetta e rancore.
Tutti gli altri personaggi, ce ne sono diversi che si affacciano sulle vicende di questa storia, passano in secondo piano di fronte alla sua oscura grandezza. Persino il protagonista maschile è sacrificato davanti all'importanza che l'autrice ha deciso di dare ad Adelina. Di Enzo Valenciano sappiamo ben poco. Poco conosciamo della sua storia e dei suoi sentimenti. Sappiamo che è un rivoluzionario, che è determinato e pronto a tutto, ma l'autrice decide di non scavare a fondo nel suo animo. E così anche per gli altri personaggi.
Tutti scompaiono di fronte ad Adelina.
Beh direi che si è capito che questo personaggio mi ha colpito particolarmente. E sono rimasta affascinata dalla dichiarazione dell'autrice (abbiate pietà...non mi ricordo dove l'ho letto) in cui afferma che questa trilogia racconta la nascita non di un eroe ma di un cattivo.
La battaglia dei pugnali è ambientato in un mondo creato dall'autrice appositamente per la sua storia, che temporalmente può essere collocato nel rinascimento, ed in modo particolare nel rinascimento italiano. Un mondo governato da una regina ambiziosa  e determinata a sterminare tutti gli "obrobri" che la malattia si è lasciata dietro. 
Il wordbuilding è davvero ben strutturato e tutto è curato nei minimi dettagli per dar vita ad un'ambientazione perfetta. Molte delle descrizioni evocano una città mercantile italiana, credo si sia ispirata a Venezia.
Lo stile della Lu, poi, è inconfondibile: la storia è raccontata interamente da Adelina in prima persona anche se alcuni capitoli, scritti in terza persona, sono dedicati ad altri personaggi. Lo stile di questa autrice è pazzesco: Marie Lu ha un'abilità fenomenale nel coinvolgere il lettore. Usa il presente per tutto il tempo e questa scelta fa si che la storia si dipani davanti agli occhi del lettore in tempo reale, non lasciandogli scampo.
Scusate se mi sono dilungata un po' di più, ma La battaglia dei pugnali è un libro bellissimo e non vedo l'ora di leggere il seguitop per scoprire come evolverà il personaggio di Adelina.
Unica pecca: la parte romance è davvero poca.

Che ne pensate?
Io sono rimasta affascinata.
Lo leggerete?

Serie The young elite 
#1 La battaglia dei pugnali 
#2 The rose society
 #3 The midnight star

Questo libro partecipa alla Fantasy reading challenge di Franci per la categoria Fantasy di un autore che conosci.

sabato 12 marzo 2016

THE SIN EATER'S DAUGHTER di Melinda Salisbury

Buon sabato lettori,
che farete di bello oggi? Io ho fatto un giro al mercato con il mio moroso e ora mi dedicherò un po' al blog e a fare tutte quelle piccole cose che ho accumulato con la stanchezza della settimana.
Oggi voglio parlarvi di un libro che non è ancora uscito in Italia e che spero pubblicheranno presto perchè l'ho trovato davvero molto bello. Si tratta di "The sin eater's daughter" di Melinda Salisbury.
Cosa mi ha attirata verso questo libro? La cover. Non la trovate fantastica?



Titolo: The sin eater's Daughter
Autore: Melinda Salisbury
Casa editrice: Scholastic Press
Pagine: 336
ENGLISH REVIEW

Trama: Twilla è benedetta. Gli dei l'hanno scelta per sposare un principe e governare il regno. Ma il favore degli dei ha il suo prezzo. Una pozione velenosa permea la sua pelle. Chiunque faccia arrabbiare la regina deve morire per il tocco fatale di Twilla. Solo Lief, la sua nuova, impertinente guardia, riesce a superare il ruolo agghiacciante di Twilla e arrivare alla ragazza che davvero è. In una corte pericolosa come lo è la regina, alcune verità non dovrebbero essere rivelate.

ENG: Twylla is blessed. The Gods have chosen her to marry a prince, and rule the kingdom. But the favour of the Gods has it's price. A deadly poison infuses her skin. Those who anger the queen must die under Twylla's fatal touch. Only Lief, an outspoken new guard, can see past Twylla's chilling role to the girls she truly is. Yet in a court as dangerous and the queen's, some truths should not be told...

Incipit: Even when there are no prisoners, I can still hear the screams. They live in the walls like ghost and echo between footsteps. If you travel down deep into the belly of the castle, beneath the barrack where the guards sleep, beneath the telling room, that is where they linger behind the quiet moment. The first time I was brought down here I asked my guards what they did to make them scream so.

Recensione
Questa cover meravigliosa mi ha attirato da subito. E' stato amore a prima vista e ho dovuto prendere questo libro. Poi ho lasciato passare un po' di tempo prima di leggerlo perchè non era il momento. Finalmente, un giorno mi sono decisa e così ho iniziato la storia di Twilla.
Questa ragazzina ha il destino segnato: diventare la figlia della "mangiatrice di peccati". Si tratta di una figura collegata al rituale del funerale nel mondo di Twilla. Ogni alimento corrisponde ad un peccato che il defunto ha commesso nella vita e la mangiatrice deve mangiare tutto quello che la famiglia ha preparato, in modo tale che l'anima del defunto possa trovare pace. Ma Twilla non è mai stata contenta di questa eredità e quando la regina viene a reclamarla per un incarico molto più importante non ci pensa due volte e parte con lei, lasciando indietro una famiglia che le stava stretta.
Twilla è stata benedetta dagli dei, è la reincarnazione della figlia del dio del giorno e della notte e come tale è destinata a sposare il principe e governare il regno. Ma ogni dono degli dei ha un prezzo e quello che deve pagare Twilla è tremendo. Il suo solo tocco può uccidere chiunque tranne i membri della famiglia reale. Lei è l'arma perfetta. Il destino di Twilla sembra destinato a peggiorare sempre più, fino a quando il principe Merek non torna a casa e a Twilla  viene assegnata una nuova guardia, Lief.
Ho adorato questo libro e i suoi protagonisti. Twilla, Lief e Merek sono tre personaggi molto forti, caparbi, decisi e imprevedibili.
Twilla  è costretta a credere che il suo destino sia già stato scritto, legata alle tradizioni e alla sua religione, credente al punto tale da non vedere alternative rispetto alla strada che gli dei hanno scelto per lei, è al tempo stesso coraggiosa e con il principe e la guardia che le aprono gli occhi si trasforma in un'eroina che può salvare il regno da una regina sull'orlo della follia. Tuttavia, non dovete aspettarvi la classica protagonista determinata a sconfiggere il male pur di salvare gli altri. Twilla è una ragazza come tante che non vuole altro che poter scegliere un'altra via e avere una seconda possibilità. 
Lief è l'esatto opposto: è cresciuto nella convinzione che ciacsucno crei da sè il proprio destino, è uno studioso, è colto, conosce tantissime cose e non crede nell'esistenza di nessuna creatura altissima che possa decidere per lui. Impertinente, irrispettoso, orgoglioso e senza peli sulla lingua. Ma non lasciatevi ingannare dal suo bel faccino.(*team Lief forever*). 
Infine, Merek, il principe illuminato, che viaggia per imparare dagli altri regni e governare al meglio il suo. Questo principe si rivela essere assolutamente diverso da come ce lo si aspetta: è un rivoluzionario, un progressista, un futuro governante giusto e consapevole delle sue responsabilità.
Molto, ma molto bella la componente romantica, con un accenno di triangolo che non da nessunissimo fastidio perchè proprio non c'è gara, almeno fino alla fine.
La Salisbury ha uno stile che cattura e coinvolge e sebbene la storia parta un po' in sordina e con lentezza gli eventi che racconta spingono il lettore a proseguire fino alla fine per saperne di più. E la Salisbury non delude: tutte le domande del lettore trovano risposta in una storia che potrebbe benissimo essere auto-conclusiva.
La trama è piuttosto complessa ed è inutile che vi diciate che avete capito come va a finire perchè non è possibile: tutte le mie certezze sono crollate una dopo l'altra come un castello di sabbia mano a mano che gli eventi procedevano e la verità veniva a galla. Questa è una storia del tutto imprevedibile.
The Sin Eater's Daughter è un fantasy dalla tinte leggermente dark che si svolge in un mondo creato dall'autrice apposta per il suoi personaggi: è un mix perfetto di tradizioni, leggende, mitologia e un pizzico piccolissimo di magia.
Io l'ho trovata una lettura davvero bella e l'inglese è facilmente gestibile.
Ve lo consiglio.

Allora, che ne pensate? 
Lo avete letto? 
Lo farete? 
Rosy

Questo libro partecipa alla Fantasy reading challenge 2016 di Franci per la categoria "un libro ambientato in un luogo sconosciuto" e alla Mastereader 2.0 di Lucrezia per la categoria "un libro comprato esclusivamente per la copertina"


Serie The sin eater's daughter

mercoledì 11 novembre 2015

9 GIORNI di Gilly Macmillan

Buon mercoledì a tutti!
Rieccomi, dopo un lungo periodo di assenza, ormai la mia scadenza esame si avvicina sempre più e sono pochissimi i momenti che posso dedicare alla lettura e al blog. Ma....prometto che alla fine di tutto questo calvario tornerò presente più che mai!
Devo cercare di organizzarmi meglio, in modo da postare qualcosa almeno una volta alla settimana.

Comunque, oggi voglio parlarvi di 9 giorni di Gilly Macmillan, edito da Newton Compton e pubblicato all'inizio di ottobre. Ringrazio la CE per avermi inviato la bozza da leggere e per avermi inserito nel Club dei lettori.


Titolo: 9 giorni
Autore: Gilly Macmillan
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: € 12, 00 (ebook: € 2,99)
Pagine: 411
Trama: Rachel Jenner è sconvolta e in preda al panico: suo figlio Ben, di soli otto anni, è scomparso, e lei non sa come affrontare questa tragedia. Inoltre, a peggiorare la situazione, ci sono gli obiettivi della stampa e le telecamere delle TV che seguono lo sviluppo del caso e le stanno con il fiato sul collo. È vero, ha commesso una leggerezza: ha perso per un attimo di vista Ben e lui è sparito e ora tutto il Paese pensa che lei sia una madre sprovveduta e vada condannata. Ma cosa è successo veramente in quel tragico pomeriggio? Stretta fra il dramma di aver perso il figlio, le sempre più serrate indagini della polizia e la pubblica gogna dei media, Rachel deve affrontare un’altra agghiacciante realtà: tutto quello che sa di sé e dei suoi cari si rivela una gigantesca bugia. E non c’è più nessuno, nemmeno nella sua famiglia, di cui la donna possa fidarsi. Il tempo stringe e forse il piccolo Ben potrebbe essere ancora salvato, ma l’opinione pubblica ha già deciso. E tu, da che parte starai?
INCIPIT: Agli occhi degli altri, non siamo sempre come ci immaginiamo.Quando incontriamo qualcuno per la prima volta, possiamo sforzarci di fare buona impressione, proporre la migliore immagine possibile di noi stessi, eppure può capitare che tutto vada orribilmente male lo stesso.E' una delle trappole della vita.C'ho pensato spesso da quando mio figlio Ben è scomparso, e ogni volta che ci rifletto, mi faccio sempre la stessa domanda: se noi non siamo chi pensiamo di essere, chi sono gli altri?

RECENSIONE
Devo ammettere che quando ho ricevuto questo libro ero un po' spaventata: io non leggo né gialli né thriller. E' più forte di me. L'ansia di trovare il colpevole, le indagini serrate, le paure della famiglia della vittima mi fanno star male. Ogni volta che ci ho provato ho dovuto mollare perché quando le cose iniziavano a farsi più serie sentivo strisciare il velo dell'ansia e del panico.
Non so perché ho, invece, voluto dare una possibilità a 9 giorni. Forse ho provato simpatia per Rachel, la protagonista, forse le sue prime parole, che ho riportato nell'incipit, mi hanno raggiunta in un modo che non mi sarei aspettata. Sta di fatto che dopo aver letto la prima pagina mi sono ritrovata a leggere la seconda e poi il primo capitolo e così via fino alla fine.
9 giorni racconta la storia di Ben, un ragazzino delle elementari che viene rapito durante una passeggiata nel bosco con la madre, ma racconta soprattutto di come un evento del genere incida non solo sulla famiglia del rapito ma coinvolga anche le persone che sono incaricate delle sua ricerca e, quindi, gli agenti di polizia.
La vicenda ci viene presentata in un modo particolare: il libro è diviso in 9 capitoli che rappresentano ciascuno i nove giorni della ricerca del piccolo Ben. Ora è la madre a raccontarci cosa ha vissuto e come ha passato quei giorni interminabili e di paura, ora è il DI James Clemo, l'agente incaricato del "caso Ben",  a farlo, attraverso le sedute con la psicologa del lavoro.
Ho apprezzato moltissimo questa alternanza perché è stata uno dei motivi che mi ha spinto fino infondo in questa lettura: mentre le parti lasciate al racconto di Rachel lasciano filtrare e arrivare al lettore tutto ciò che una madre può provare quando le portano via il bambino, le parti dell'agente sono, invece, più oggettive, meno coinvolte, più distaccate. E l'effetto è reso perfettamente anche dalla scelta che fa l'autrice di lasciare che sia la psicologa, attraverso le trascrizioni delle sedute con il DI Clemo, ha creare questo distaccamento.
Ma l'autrice non indaga soltanto su quali possono essere gli effetti di una tragedia come questa sulle persone che si trovano coinvolte nel caso. L'abilità della Macmillan è stata anche quella di rendere perfettamente lo stato d'animo di chi si trova costantemente sotto i riflettori della stampa, di chi viene giudicato per un'espressione mal riuscita, una parola non detta. La Macmillan pone l'accento su quanto possa essere nocivo sulle persone l'intervento non controllato e gratuito del web e dei social.
9 giorni è il primo thriller di questa autrice che, devo ammettere, non conoscevo e che ha fatto un buon lavoro: dalla lettura ci si accorge immediatamente che si è documentata, che ha fatto un notevole lavoro di ricerca in questo specifico campo e devo darle atto di essere riuscita a coinvolgermi nonostante la storia non sia raccontata con un susseguirsi frenetico di eventi drammatici che si rincorrono l'un l'altro, ma grazie alla sua abilità di indagare a fondo nell'animo di chi si trova in queste particolari situazioni, l'autrice è stata in grado di tenermi incollata al suo libro fino alla fine.
In conclusione, si tratta di un libro ben scritto, non troppo pesante dal punto di vista emotivo e adatto a quasi tutti i lettori.
Nella copertina viene definito come "un libro che ti cambierà la vita". Beh questa affermazione mi sembra un po' eccessiva, ma state sicuri che non lascerò mai che mio figlio vada da solo per boschi in cerca di altalene.

Che ne pensate? 
Chi di voi lo ha letto? 
Lo leggerete?

Rosy

martedì 28 luglio 2015

REGINA ROSSA di Victoria Aveyard

Buongiorno a tutti!
Sono stata via un paio di giorni, ma sono più stanca di prima.
Fortunatamente mi aspettano ancora un paio di settimane di ufficio e poi....VACANZEEEEEEE!
Avete notato la nuova grafica? Ho scelto come tema Peter Pan, un po' perchè non vedo l'ora di vedere il film in prossima uscita un po' perchè Peter Pan è l'emblema della fantasia in assoluto, rappresenta i sogni, le belle speranze e la volontà di avere sempre meraviglia negli occhi e di guardare tutto come se fosse qualcosa di speciale. Spero vi piaccia.
Comunque....oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto qualche tempo fa. Sono un po' in ritardo con le recensioni ma piano, piano recupero.


Titolo: Regina Rossa
Autore: Victoria Aveyard
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 432
Prezzo: € 19,00
Acquistalo qui:Regina rossa  

Trama: Il mondo di Mare Barrow è diviso dal colore del sangue: rosso o argento. Mare e la sua famiglia sono Rossi, povera gente, destinata a vivere di stenti e costretta ai lavori più umili al servizio degli Argentei, valorosi guerrieri dai poteri sovrannaturali che li rendono simili a divinità. Mare ha diciassette anni e ha già perso qualsiasi fiducia nel futuro. Finché un giorno si ritrova a Palazzo e, proprio davanti alla famiglia reale al completo, scopre di avere un potere straordinario che nessun Argenteo ha mai posseduto. Eppure il suo sangue è rosso... Mare rappresenta un’eccezione destinata a mettere in discussione l’intero sistema sociale. Il Re per evitare che trapeli la notizia la costringe a fingersi una principessa Argentea promettendola in sposa a uno dei suoi figli. Mentre Mare è sempre più risucchiata nelle dinamiche di Palazzo, decide di giocarsi tutto per aiutare la Guardia Scarlatta, il capo dei ribelli Rossi. Questo dà inizio a una danza mortale che mette un nobile contro l’altro e Mare contro il suo cuore. Regina Rossa apre una nuova serie fantasy vivida e seducente dove la lealtà e il desiderio rischiano di esseri fatali e l’unica mossa certa è il tradimento.

INCIPIT: Odio il primo venerdì. Il villaggio diventa insopportabilmente affolato e in questo momento, nell'afa dell'estate inoltrata, è l'ultima cosa che uno vorrebbe.  Dal posticino all'ombra in cui mi trovo non va malaccio, ma il tanfo di sudore della gente accaldata, intenta a lavorare, farebbe rapprendere anche il latte.  L'aria del mattino riverbera il calore e l'umidità che  salgono dalla strada e le pozzanghere lasciate dal temporale  di ieri si sono addirittura riscaldate e addensate , formando delle chiazze variopinte di olio e grasso. Il mercato si svuota a mano a mano che i commercianti chiudono le proprie bancarelle. La loro giornata di lavoro è conclusa e sono distratti, disattenti. Così, mi riesce molto più facile arraffare quello che mi va tra le merci esposte.

RECENSIONE
Regina rossa mi ha colpito da subito, un po' per la trama particolare un po' per questa cover che io trovo fantastica.
Avevo intenzione di leggerlo in lingua, ma poi è uscita la versione italiana e la Mondadori, che ringrazio, me ne ha inviato una copia omaggio e così l'ho letto in italiano.
Spulciando nella blogosfera ho notato che Regina rossa non  è piaciuto a tutti ma nonostante qualche recensione negativa io ero determinata a leggerlo. C'era qualcosa che mi spingeva verso questo libro e non sono nemmeno riuscita ad abbassare le aspettative come faccio di solito in questi casi.
Ci ho visto giusto. Sì, perchè a me Regina rossa è piaciuto. Mi è piaciuta la storia raccontata, mi sono piaciuti i personaggi, mi è piaciuto lo stile prolisso, a tratti logorroico, della Aveyard.
Regina rossa è un fantasy distopico o un distopico fantasy (decidete voi a me le categorie non è che piacciano molto) in cui la popolazione è suddivisa in due classi sociali: gli Argentei e i Rossi. La distinzione viene fatta in base al colore del sangue. Gli argentei sono potenti, ricchi e spietati nei confronti dei rossi che, al contrario, costituiscono la classe medio bassa. Mentre i primi sono dotati di poteri particolari che li rendono invincibili e inavvicinabili, i secondi sono comuni mortali destinati ad abbassarsi sotto il peso della potenza argentea.
Mare è una anomalia. Una rossa con un potere da argenteo, un potere che la ragazza non sapeva di avere fino al momento in cui il pericolo di perdere la vita lo fa manifestare. Per nascondere l'anomalia all'intera società la famiglia reale cuce intorno alla protagonista un'intera vita, una bugia, che deve mantenere nascosta a tutti la verità che potrebbe scatenare una rivoluzione.
La Aveyard ha creato una buona storia che, ammetto, poteva essere approfondita di più e che poteva essere più movimentata. Nonostante ciò, a me Regina rossa è piaciuto.
I personaggi sono ben caratterizzati, ciascuno con la sua particolare sfumatura. Vi avviso, in questo libro non potete fidarvi di nessuno: quando pensate di aver finalmente inquadrato il ruolo di ogni personaggio ecco che la situazione viene capovolta. Io sono rimasta a bocca aperta perché non avevo proprio capito dove l'autrice volesse far andare a parare un determinato personaggio. La Aveyard costruisce determinate situazioni, offrendole al proprio lettore con spontaneità per poi far crollare la realtà su un cumulo di bugie.
Anche il mondo ideato dall'autrice è ben descritto. Il wordbuilding ci viene presentato con una quantità non indifferente di dettagli: dalla periferia al centro il lettore vede esattamente quello che vede Mare.
In conclusione: questo libro ha un sacco di potenziale che spero l'autrice sappia sviluppare al meglio con il secondo volume della serie. Già con questo primo capitolo la Aveyard ha fatto un buon lavoro, preparando il terreno per una storia che può rivelarsi un piccolo capolavoro (almeno per quello che mi riguarda). Sono curiosa di scoprire come l'autrice riuscirà a destreggiarsi con tutta la carne che ha messo al fuoco.
Quindi sì, vi consiglio di dare una possibilità a Regina rossa e di andare al di là dello stile logorroico dell'autrice e della infinita quantità di dettagli che vi fornisce perché ne vale la pena.

Serie RED QUEEN
0.5 - Queen song (inedito in Italia - eng.)
1 - Regina rossa (giugno 2015)
1.5 - Steel scars (inedito in Italia - eng.)
2 - Glass Sword (febbraio 2016 - eng.)


Che ne pensate?
Lo avete letto?
Lo farete?


Rosy

giovedì 27 novembre 2014

Recensione: IO SONO VERA di Alaisse Amehana

Buona sera a tutti lettori,
questa settimana non è stata proficua per il blog, ma ho avuto un mucchio di cose da fare senza contare che arrivo a casa sempre distrutta e ad orari improponibili. Ho finito la pratica forense e ho dovuto consegnare la relazione conclusiva: mi sono scervellata su cosa potessi scrivere per riempire due maledette paginette per poi sentirmi dire che non dovevo farla come l'ho fatta....peccato che poi andava fatta proprio come l'ho fatta.....iuf....dovrei aprire un blog e chiamarlo i drammi di una praticante!
Non ho nemmeno letto tanto.
Ma...ho finito di leggere IO SONO VERA di Alaisse, e, quindi, stasera voglio parlarvene.


Titolo: Io sono vera
Autore: Alaisse Amehana
Casa editrice: Rosa dei venti Edizioni
Pagine: 240
Prezzo: € 2,99

Trama: Può una scelta sbagliata cambiare il corso di un’esistenza? Può l’errore di un attimo diventare l’inizio di un destino inaspettato?
Quando Veronica esce di casa per raggiungere il ragazzo per cui farebbe di tutto, non sa che le sarà fatale. Non sa che in quell’istante qualcuno sta per cambiare inevitabilmente il corso degli eventi e che presto dimenticherà il sapore della vita. Basta un attimo, una decisione precipitosa, e il suo mondo si capovolge senza scampo. Acsei è un Allievo Custode e l’impulso di dimostrare che è pronto per diventare un vero Angelo è troppo forte per non dargli ascolto; ma il suo avventato desiderio di emergere ha conseguenze drammatiche. Così le loro vite si scontrano in un limbo che ha il volto di una tragedia irreversibile e sconvolgente e tutti i sogni, le speranze e le convinzioni della ragazza svaniscono improvvisamente, spazzati via da qualcosa che nessuno può sconfiggere. Ma Acsei è deciso a porre rimedio al suo errore e trascinerà Vera in una folle lotta contro il tempo e i pericoli che minacciano la sopravvivenza di un’anima solitaria in balia della morte. Cosa sarà disposto a fare per salvarla ed evitare che si smarrisca?

INCIPIT: Morire non è una bella cosa. Un'affermazione scontata, ma se sapeste cosa mi è successo, non la giudichereste troppo banale.Non doveva capitare a me.No, no, dico sul serio. Non sto recriminando per un fato avverso o qualcosa di così melodrammatico. Non toccava a me. E' stato un errore. Un suo errore.
RECENSIONE
Conosco virtualmente Alaisse da un po'. I suo sproloqui su facebook mi hanno sempre scioccata positivamente: non è una buona giornata se non leggo almeno una delle avventure di Padre, Madre e Fratello, per cui avete più o meno chiara l'idea che mi sono fatta di questa ragazza. Senza considerare che seguo il suo blog e che ero già a conoscenza del fatto che sia lei che le altre Belle scrivessero particolarmente bene. Ma una cosa è recensire un libro, un'altra è scriverlo. E accidenti! Alaisse sa fare anche quello.
Le vicende di Acsei e Vera mi hanno tenuta incollata al reader fino all'ultima pagina e il merito non è solo della storia, ma anche del modo in cui questa viene raccontata, con uno stile semplice, a tratti ironico a tratti romantico, a tratti poetico. 
Non vi racconterò della trama, c'è la sinossi per questo, primo perché non voglio togliervi il gusto di leggere i vari colpi di scena, secondo, e soprattutto, perché non voglio rubare spazio a lui: Acsei. L'angelo meno angelo che c'è! Impaziente, impudente, impulsivo......già troppe parole che iniziano per "imp" e che decisamente mal si accordano con l'idea che ci siamo fatti tutti di un angelo. Voglioso di fare e di far bene, non fa altro che combinare guai e pasticci e a rimetterci la pelle (letteralmente) è la povera Veronica. Beh se devo essere sincera a me basta questo per cadere ai suoi piedi.
Poi c'è Vera: una ragazza come tante, che non vede l'ora di uscire con il ragazzo più ambito della scuola per cui farebbe di tutto, persino andare ad una festa la sera sbagliata. Vera è la classica ragazza della porta accanto, che tutti noi abbiamo incontrato almeno una volta, la cui sfortuna/fortuna è quella di imbattersi in Acsei.
Quello che mi preme sottolineare di questo libro, al di là della storia raccontata è l'abilità dell'autrice: alternando la terza persona alla prima, Alaisse riesce a far entra il lettore a contatto con i personaggi, a farlo sentire parte della storia. La prima persona di Vera permette di toccare con mano le sue paure, le sue fragilità, ma anche e soprattutto il suo cambiamento, la sua forza e il suo coraggio, mentre la terza persona di Acsei dà il senso del distacco che gli angeli dovrebbero provare nei confronti degli umani, permette a chi legge di ambientarsi con precisione, la terza persona dà la possibilità di valutare senza filtri la situazione descritta.
Inoltre, Alaisse non si limita a caratterizzare i due protagonisti, ma dà spazio anche ai personaggi secondari, come Ammaniel, i quali non si limitano a fare da contorno e supporto ma assumono un ruolo decisivo ai fini della storia, e anche i bad boys della situazione sono ben studiati e perfetti per la story line.
Infine, va dato atto all'autrice di aver creato un mondo, quello degli angeli, del tutto particolare e originale, in cui le classiche concezioni vengono mescolate alle più moderne tecnologie: non si diventa angeli custodi per caso, ma bisogna studiare, allenarsi, addestrarsi e per tutto questo c'è una scuola. 
In conclusione direi che è un ottimo esordio, che è un libro che merita davvero di essere letto, che Alaisse merita di essere letta. Lo sapevo e non avevo dubbi sul fatto che la lettura sarebbe stata piacevole. 


Allora che ve ne pare?
Chi di voi lo ha letto?

Rosy