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lunedì 5 maggio 2014

Recensione: LA MISCELA SEGRETA DI CASA OLIVARES di Giuseppina Torregrossa

Buon lunedì a tutti!
Ieri vi dicevo che soffro da jet leg da festività ravvicinate....beh oggi ho scoperto che la situazione è piuttosto grave: ho dimenticato che stamattina avevo udienza e mi sono trovata nella piazza del tribunale alle nove e un quarto (inizio alle nove) mentre correvo spedita verso l'ufficio...tanto ce la faccio il capo non arriva mai prima delle nove e mezza....quando....indovinate? Il capo mi chiama dalla piazza urlandomi "Rosy ma dove vai???" Bene...così ora lei sa che io alle nove e un quarto non ero ancora in ufficio.....speriamo che non mediti segreta vendetta. Iuff!

Comunque, tornando a noi. Vorrei parlavri di questo libro che ho finito di leggere qualche giorno fa. Mi sono innamorata del modo di scrivere dell'autrice, Giuseppina Torregrossa, ma.....il contenuto, il succo del racconto non mi ha coinvolta più di tanto.


Titolo: La miscela segreta di casa Olivares
Autore: Giuseppina Torregrossa
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 336
Prezzo: 18,00 €

Trama: Nel cuore di Palermo, sotto il grande appartamento degli Olivares, batte il cuore di un drago fiammeggiante: è la macchina che tosta dalla mattina alla sera il caffè, spandendo per le vie del quartiere un profumo intenso fino allo stordimento.È tra le pareti della torrefazione che cresce Genziana, il più bel fiore tra i figli di Roberto Olivares, che ha chiamato come lei la qualità più pregiata di caffè. La vita scorre nell'abbondanza e nella certezza che il futuro non riservi sorprese perché Viola - sensuale e saggia matriarca - sa prevederlo leggendo i fondi di caffè.
Ma proprio quando Genziana si appresta alla fioritura della giovinezza irrompe la guerra, e con essa la fame e la distruzione destinate a cambiare per sempre le sorti della città. Improvvisamente Genziana si ritrova sola, il grande drago sbuffante è costretto a fermarsi. Palermo, intorno, è un immenso teatro di macerie, una meravigliosa creatura ferita che deve capire come rinascere dalle proprie ceneri.

«La tua fortuna saranno le femmine, la tua sicurezza il caffè» 

La miscela segreta di casa Olivares è arrivato nella mia libreria qualche tempo fa, grazie ad Anna della casa editrice Mondadori. La trama mi ha da subito colpita: una donna forte che sboccia proprio in uno dei momenti più tragici della storia italiana: la seconda guerra mondiale.
Giuseppina Torregrossa apre il libro nel modo più fantastico e fantasioso possibile: presentandoci Orlando, il drago di casa Olivares, che possente, con il suo calore e la sua mole e il profumo di caffè appena tostato e legna che arde sostiene l'intera famiglia Olivares e l'intero quartiere.
Il caffè rappresenta la fortuna di questa classica famiglia siciliana della prima metà del novecento, non solo perchè Roberto Olivares è il migliore (unico e indiscusso) torrefattore di Palermo, ma anche perchè è grazie al caffè se Viola (figlia, moglie e mamma) la chiamano la Principessa. La principessa del caffè, la caffeomante. Viola è in realtà il vero perno, è lei che con il suo respiro tiene insieme la sua famiglia e da lei la figlia Genziana imparerà cosa vuol dire essere donna, cosa significa tenere in vita una famiglia distrutta dalla guerra.
Vi ho detto che il modo di scrivere di questa autrice mi è piaciuto tantissimo: uno stile ricco, ricercato, corposo, caratterizzato da un'infinità di descrizioni mai pesanti che ti mostrano Palermo come nessuno l'ha mai vista, se non in palermitani, che fanno sì che il profumo del caffè "Genziana" trapassi le pagine, che rendono giustizia alla bellezza infinita del sud. Ma non solo le descrizioni rendono particolare la penna di quest'autrice, ma anche, e soprattutto, l'utilizzo del dialetto siciliano. Un utilizzo fatto con cognizione di causa, mai pesante, mai incomprensibile, che ben si sposa con l'armonia di tutto il testo. La Torregrossa ci munisce di un glossario in fondo al libro, ma sinceramente sono poche le espressioni di cui sono andata a cercare le traduzioni.
La storia, invece, non mi ha coinvolta come mi aspettavo. L'ho trovata un pochino noiosa. La miscela segreta di casa Olivares è un viaggio nelle vicende di questa famiglia raccontata  un po' da Genziana in prima persona, un po' dal narratore onnisciente: l'autrice ci presenta una serie di eventi che capitano alla famiglia Olivares, senza scendere troppo nei dettagli; si tratta di un romanzo di crescita e scoperta interiore, la storia di una ragazza che diventa donna. Certo, quale avventura è più ardua e difficile, ma mancava qualcosa nel racconto: un po' di azione, un po' di passione, un po' di coraggio. Anzi a dire il vero ci sono tutti e tre ma velati, timidi, nascosti. Io me ne aspettavo di più. Ne volevo di più.

<< Ma come fanno ad andare d'accordo?>>
<< Pensa allo zucchero e al caffè. Sono due polveri ma una è bianca, l'altra è nera. L'una non ha odore, l'altra profuma. Sono diversi, ma insieme acquistano forza e si mescolano solo se uno dei due cambia stato. Così è per i tuoi genitori. Se Viola non si fosse fatta liquida il giorno delle nozze, non avrebbero potuto mischiarsi>> 

Allora, chi di voi ha letto questo libro? Vi è mai capitato di innamorarvi perduta,ente del modo di scrivere di un autore ma di restare delusi dalla storia? 
Fatemelo sapere nei commenti!

giovedì 24 aprile 2014

Recensione: SI LASCIANO TUTTI di Simone Laudiero

Buon pomerigio a tutti.
Oggi vi propongo la recensione di un libro che ho potuto leggere grazie a Cinzia di Sperling&Kupfer che me ne ha gentilmente inviato una copia, oltre che ad una valanga di materiale informativo.
Si lasciano tutti è il romanzo di Simone Laudiero, già soprannominato il Woody Allen partenopeo (*_*).


Titolo: Si lasciano tutti
Autore: Simone Laudiero
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 320
Prezzo: 14,90 €

Trama: Roberto è un trentenne con un imprecisato lavoro di segreteria e quella faccia lì: la faccia di chi si è appena lasciato con la ragazza. Eppure lui e Sandra sono ancora insieme. Va bene, non sarà un amore travolgente, ma può funzionare e Roberto è pronto al grande passo: trasferirsi da lei. Prima o poi però tutti si lasciano, e allora anche i nonni ottantenni di Sandra annunciano il divorzio. Peccato che la casa in cui Sandra e Roberto pensano di convivere appartenga alla nonna e che lei, tornata single, decida di sfrattare la nipote. Tutti i progetti della coppia rischiano di andare in fumo da un momento all’altro, e Roberto non ha intenzione di stare a guardare. Una scanzonata – e comicissima – commedia sull’amore dedicata a chi quasi riesce a farne a meno (quasi!). Perché non è che Roberto si fidi tanto della teoria della coppia ultraterrena, per cui a un certo punto nella vita arriva la vera storia d’amore che ti ripaga di tutte le storie di merda. Ma chissà che la battaglia contro la famiglia di Sandra non lo aiuti a capire cosa vuole davvero



Prima di passare alla recensione vera e propria vi lascio il booktrailer. 




Si lasciano tutti è uno squarcio sulla vita amorosa di Roberto. La narrazione alterna il racconto della situazione attuale, Roberto e Sandra che cercano di gestire una strana crisi coniugale tra ottantenni, al racconto delle rotture con le varie ex fidanzate di Roberto: dalla primissima, a cui nemmeno aveva dato un vero bacio (sono stati insieme nove giorni, sette dei quali lei li ha trascorsi in vacanza), fino all'ultima. Tutte rotture che, a detta di Roberto, sono avvenute per incapacità di stare insieme o per incompatibilità. Una volta è lui a lasciare spezzando il cuore della povera Lucia Salazar, una volta è lui ad essere lasciato. 
Si lasciano tutti di Simone Laudiero è un libro che mi ha suscitato essenzialmente due emozioni: comprensione e rabbia. Comprensione nei confronti del protagonista Roberto, a cui sembra capitare di incontrare sempre, sempre la ragazza sbagliata. Rabbia ancora nei confronti del protagonista che dimostra un'immaturità incredibile nel relazionarsi con le donne! Non gliene va mai una bene: o per una ragione o per l'altra tutte le sue relazioni finiscono. Beh, forse è anche il fatto che sono donna e che essenzialmente non capisco come funziona la mentalità di Roberto, rappresentante del genere maschile (Dio ce ne scampi), ma effettivamente quando una delle sue ex lo lascia dicendogli "noi non ci capiamo" io capisco che non si capiscono e so cosa lei gli sta dicendo...ma lui no...non ci arriva. 
Si lasciano tutti è un libro che si legge alla leggera, ci si fa due risate sulle esperienze passate di questo ragazzo napoletano che ormai supera la trentina e che vive ancora con mammà. 
Raccontato con la stessa leggerezza con cui racconteresti una storia all'amico di turno, con una birra in mano e magari un pezzo di casatiello nell'altra. Lo stile di Laudiero è semplice e scorrevole a tratti (o forse più) ironico, un modo di scrivere che accompagna il lettore per mano fino alla fine, che in realtà non è proprio la fine perchè si sa, si lasciano tutti (assunto che io NON condivido).
Se cercate una lettura piacevole, ben scritta, ironica, divertente e perchè no, sarcastica, allora questo libro fa per voi. Io l'ho trovato molto, molto carino, ma credo che se lo avessi letto in un altro momento della mia vita non avrei avuto che brutte parole per un tipo come Roberto. Un tipo che cerca di prendersi delle responsabilità, che tenta il tutto per tutto, ma non lo fa per amore, lo fa perchè ormai ha trent'anni ed è ora di lasciare mammà.


 E MEZZO

Tre cuoricini e mezzo perchè proprio certi atteggiamenti di Roberto non mi sono andati giù.

CURIOSITA': Alla domanda "Di cosa parla il tuo libro?", Simone Laudiero risponde così: 

Si lasciano tutti parla di ex, passate, presenti e future.
È un argomento delicato. Mi hanno accusato di averlo scritto per far colpo su una mia ipotetica Ex con la E maiuscola e riconquistarla. Ma che strategia è? Che senso avrebbe, prendere questa Ex che mi piace ancora e infilarla in mezzo a tutte le altre ex, quelle con la e minuscola? In mezzo a quelle che mi hanno maltrattato, quelle che mi hanno deluso, quelle che mi hanno stufato, quelle con cui sono rimasto amico, quelle che se le incontro per sbaglio all'Ikea col nuovo ragazzo arrossiscono e scappano, quelle che mi considerano un deficiente (e a ragione), che strategia è? Per quale motivo una mela dovrebbe sentirsi lusingata dal ritrovarsi in una macedonia con tutta l'altra frutta?
Io non credo che questo libro sia un modo di riconquistare la mia Ex.
Di parlare male di tutte le altre, forse sì.

Ecco qui! Ho voluto fare un post un pochino particolare, più avanti capirete perchè....per ora non vi dico nulla e incrocio le dita!
Lasciatemi i vostri commenti: questo libro vi incuriosisce?

VOLETE LEGGERE UN'ALTRA RECENSIONE SU QUESTO LIBRO? PASSATE SU I LIBRI CI SALVANO .


mercoledì 16 aprile 2014

Recensione: IL PROFUMO DEL SUD di Linda Bertasi

Buona pomeriggio a tutti,
Innanzitutto vi devo ringraziare per i mille complimenti che mi avete fatto per la grafica: grazie un milione di milioni si! 

Comunque, torniamo seri: vorrei parlarvi  di un libro di cui non so dare un giudizio chiaro perchè mi è piaciuto, sì, ma presenta troppe imperfezioni. La mia recensione, infatti, risente degli alti e bassi provati durante la lettura e se siete indecisi se leggere Il profumo del sud o meno..beh la mia recensione non vi sarà di aiuto. Mi spiace.

Più riguardo a Il profumo del sud

Titolo: Il profumo del sud
Autore: Linda Bertasi
Casa editrice: Butterfly edizioni
Pagine: 222
Prezzo: 14,00 €

Trama: Luglio 1858. Un piroscafo prende il largo dal porto di Genova verso il Nuovo Mondo. Sul ponte, Anita vede la terraferma allontanarsi e, con essa, tutto il suo passato: una famiglia alla quale credeva di appartenere, i suoi affetti, una scomoda verità. A condividere il viaggio con lei, la matura Margherita e il suo protetto, il seducente Justin Henderson. Giunti in America, Margherita convince Anita ad essere sua ospite per qualche tempo, nella sua dimora a Montgomery. La ragazza accetta, sicura di dover ripartire al più presto. A farle cambiare idea saranno le bianche colline del Sud e un tormentato amore più forte delle sue paure. All’orizzonte, l’ombra oscura della guerra civile. 
Linda Bertasi scrive un romanzo che dell’Ottocento ha il sapore, un romanzo nel quale la Storia non è semplice sfondo ma protagonista attiva della vicenda. Narrativamente impeccabile, emotivamente travolgente, Il profumo del sud è una storia di passione: quella per la terra alla quale sentiamo di appartenere e quella per la persona che siamo destinati ad amare.


Il profumo del sud racconta la storia di Anita: una ragazza dell'alta società italiana che scopre le sue umili origini. Per non pesare ulteriormente sulla famiglia che l'ha accolta in casa, Anita decide di fuggire da tutto ciò che le è caro per partire in un viaggio rischioso verso una meta sconosciuta: l'America della seconda metà dell'ottocento.
Durante la traversata Anita, o meglio Isabella, perchè questo è il suo vero nome, incontra Justin Henderson, famoso sciupafemmine dall'aria solitaria e sbarazzina.
Tra i due è subito attrazione e poi amore ma il destino non ha finito di accanirsi contro la povera protagonista.
Tra le piantagioni del sud America, i colori caldi dell'estate e il profumo del sud, quello che solo i posti speciali portano con se, e sullo sfondo dell'imminente guerra di  secessione, si sviluppa questa storia d'amore, di crescita e di sfortuna. Una storia che sottolinea il potere del destino sulle nostre vite.
Devo essere sincera: nella lettura di questo libro ho storto il naso diverse volte. Ho spesso notato una carenza di contenuto sia dal punto di vista del racconto, quindi dei fatti, che dal punto di vista dei personaggi e delle relazioni che questi intrecciano tra di loro. Il rapporto tra Anita/Isabella e Justin non passa le pagine, i misteri che avvolgono Margie, nuova amica del sud con uno spiccato senso nordista, non sono ben articolati anzi non suscitano una gran curiosità e allo stesso modo il rapporto tra Anita e Margie non viene approfondito tanto che il momentaneo allontanamento delle due sembra pesare solo a parole e il lettore non ne percepisce la tristezza.
Però...sarò io che sono un'inguaribile romantica, che adoro le storie d'amore in tutte le salse, che sono un'anima pia pronta ad accogliere le sofferenze date dalle pene d'amore delle protagoniste....alla fine di tutto sono riuscita anche a versare una lacrimuccia, forse più dettata dall'ingiustizia della situazione piuttosto che dall'effettivo coinvolgimento,  ma nonostante tutto non me la sento di bocciare a priori questi romanzo.  Unica cosa che davvero ho trovato improbabile (oltre che un tantino seccante) è che Justin scriva dal fronte alla sua promessa lettere piene di dettagli e avvenimenti storici riguardanti la guerra civile. Ora, io capisco che contestualizzare gli eventi nel periodo storico contribuisce a rendere più credibile la storia, ma che un uomo in guerra, lontano dalla donna che ama alla follia, pensi anche solo minimamente di raccontare con tanto di date e luoghi, gli eventi più importanti della guerra tra nordisti e sudisti  mi sembra al limite del surreale, non trovate?
Ho avuto quasi l'impressione che la Bertasi abbia avuto intenzione di scrivere un racconto: quando devi concentrare tanti eventi in poche pagine non si ha lo spazio materiale per approfondire determinati elementi, ma alla fine Il profumo del sud è troppo lungo (più di duecento pagine) per essere considerato un racconto e quindi il tutto risente di alcune mancanze anche piuttosto importanti.
Come dicevo, non mi sento di bocciare completamente questo romanzo perché ho apprezzato l'ultimo colpo di scena, nonché il finale struggente: la storia non poteva concludersi in modo diverso. Ma anche l'aurea tipica del sud: le piantagioni, il sole caldo, i colori accesi.
Sì ho creato più confusione che altro, ma è quello che sento nei confronti di questo libro, che ci posso fare?



Allora, chi di voi ha letto questo libro? Oppure ha letto altro della stessa autrice? Che ne pensate? Vi e piaciuto? Fatemelo sapere, aspetto i vostri commenti.


Questa recensione partecipa al Mastereader di Lucrezia del blog Il libro che pulsa per la categoria Un libro a scelta di un autore italiano.

domenica 16 marzo 2014

Recensione in anteprima: HALF BAD di Sally Green

Buona domenica,
ho appena finito di leggere Half Bad e non vi nascondo una certa confusione. A quanto pare questo libro, in uscita per Rizzoli il 19 marzo,  ha incuriosito il mondo intero tanto che ne sono già stati acquistati i diritti per farne un film, ma ripeto: io sono un pochino confusa.
Prima della recensione vorrei ringraziare la casa editrice Rizzoli per avermi permesso di leggere in anteprima questo libro.
E ora....buona lettura.

Titolo: Half Bad
Autore: Sally Green
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 400
Prezzo: € 15,00

IN USCITA IL 19 MARZO

Trama: In una Londra contemporanea e alternativa dove la magia esiste, Incanti Bianchi e Neri combattono una guerra millenaria e spietata.
Appartenere a un fronte definisce il proprio ruolo nel mondo, decreta i nemici, garantisce compagni e alleati. Nathan vive invece in una zonagrigia: figlio di una maga Bianca e dell'Oscuro più crudele mai esistito, è spaccato a metà, vessato dalla sorellastra con cui è cresciuto, controllato dal Concilio che non si fida di lui, perennemente in bilico tra le due facce della sua anima. Nathan in realtà è soltanto molto solo, e spaventato: intrappolato in una gabbia, ferito e in catene, deve fuggire prima del suo diciassettesimo compleanno, o morirà. E anche se non vuoi lasciarti andare, è difficile rimanere aggrappati alla metà Bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, e della ragazza di cui ti sei innamorato, e forse nemmeno di te stesso

Half Bad è stato definito come un potentissimo romanzo, un caso
editoriale senza paragoni, che è già un film ancor prima di essere libro.
Io, come al solito, faccio la pecora nera, la voce fuori dal coro, e vi dico che non ho trovato questo romanzo per niente speciale.
Sally Green ci racconta attraverso gli occhi di Nathan, le vicende di questo povero ragazzo che ha avuto la sfortuna di essere nato dall'incontro tra due incanti di specie diversa: madre bianca, padre nero. Una buona, l'altro cattivo. Ed è la società stessa, un' Inghilterra contemporanea, ad aver deciso chi sono i buoni e chi i cattivi.
Sorvolando sull'ambientazione, che a mio avviso poteva essere Londra come Berlino, Parigi come New York, è il contenuto della storia che non mi ha entusiasmata ne coinvolta. 
Half Bad racconta le disgrazie che capitano a Nathan fin da quando è solo un bambino al compimento dei diciassette anni, età in cui ogni ragazzo riceve tre doni da un parente e diventa a tutti gli effetti un incanto. Ma cos'è un incanto? Non è un mago vero e proprio, o almeno non nel senso in cui lo si intende comunemente. Un incanto è un essere umano in grado di padroneggiare in modo speciale il proprio dono: cura, pozioni, lanciare fuoco con le mani. Essere un mezzo sangue, come Nathan è una disgrazia, essere un incanto nero, la rovina.
Difficile non provare affetto per Nathan: emarginato solo per essere stato il frutto di un incontro proibito, preso in giro, torturato, vessato persino dalla sorella. Nathan è un ragazzino già adulto che lotta con tutte le sue forze per ottenere ciò che gli spetta di diritto: conoscere se stesso. Half Bad è essenzialmente una ricerca di identità del protagonista, è la sua voce che urla "Voglio farcela", ma è anche una storia di ricatti e macchinazioni, di una politica che si batte per una giustizia che in realtà non esiste.
Half Bad, raccontato al presente storicosi legge abbastanza velocemente nonostante lo stile della Green non sia proprio lineare, perchè segue il flusso di pensieri di Nathan, elemento che, all'inizio, mi ha fatta sentire leggermente spaesata.
Se devo proprio essere sincera non posso dire che non mi sia piaciuto, è un buon libro, ma non vedo tutto il potenziale di cui è stato circondato: i personaggi secondari sono quasi inesistenti, il word building non è pensato bene per niente, il lettore sa proprio poco sulla realtà in cui vive Nathan, e sinceramente farne un film mi sembra eccessivo. 
Half Bad è solo il primo volume di una serie che forse promette bene per gli altri, non per me, e che se non fosse stato tanto acclamato e pubblicizzato probabilmente non avrei letto.
Mi aspettavo molto di più.



MI ASPETTAVO DI PIU'

Ecco questo è quello che penso di questo libro e sono anche parecchio infastidita. Non so se sono io , ma possibile che ogni volta che acclamano e stra acclamano un libro a me poi non piace? Un film? Addirittura un film? Ma daiiiiiii!
Che ne pensate?

mercoledì 29 gennaio 2014

Recensione: TEARDROP di Kate Lauren

Buon giorno a tutti lettori,
oggi vi propongo la recensione di un libro che ho letto i primi giorni di gennaio. Si tratta di Teardrop di Kate Lauren, già autrice della serie Fallen che io ho adorato.
Teardrop si presenta con una cover stupenda e con un tema di fondo originale, ma alla fine risulta essere sempre la solita storia, nonostante alcuni elementi di novità

Più riguardo a Teardrop

Titolo: Teardrop
Autore: Kate Lauren
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 460
Prezzo:18,50 €

Trama: Il mondo di Eureka affonda all'improvviso quando un'onda anomala le porta via sua madre Diana. Il loro rapporto era speciale e ora che Diana non c'è più, Eureka vorrebbe solo scomparire per dimenticare. Fare breccia nel guscio in cui si chiude è sempre più difficile per chi le sta intorno. Proprio quando il dolore sembra diventare insopportabile, Eureka si accorge di non essere sola. Ander compare all'improvviso nella sua vita, ma è come se si conoscessero da sempre. Eureka sente che Ander profuma di oceano, un oceano nel quale vorrebbe perdersi, e i suoi occhi sono così azzurri e profondi da darle le vertigini. Ma non è facile fidarsi di lui: dopo il suo arrivo strane coincidenze portano a galla vecchie storie fantastiche e terribili, antiche leggende di mondi sommersi. Quando queste fiabe irrompono nella realtà mettendo in pericolo lei e i suoi cari, Eureka capisce di essere parte di un disegno più grande in cui le sue lacrime hanno un potere immenso ma ancora sconosciuto.

Avevo preso e iniziato Teardrop quasi subito dopo la sua uscita, poi, non so, forse presa da altre letture e incuriosita da altre storie lo avevo accantonato fino a dimenticarmene. Un libricino tutto solo lì sul mio comodino, in attesa di essere letto.
All'inizio dell'anno, dopo le abbuffate natalizie, ho ripreso in mano Teardrop e, nemmeno tanto convinta, sono andata avanti con la lettura. Questo libro mi è piaciuto sì e no.
Eureka si trova in un momento cruciale della sua vita: qualcuno ha deciso che è ora per lei di morire, ma il piano non va come progettato. L'onda anomala creata appositamente per lei non è sufficiente a raggiungere lo scopo di chi la vuole morta, infatti  a perdere la vita è la madre Diana. Questo è il primo, primissimo evento che ci viene presentato dalla Lauren nel suo ultimo libro. Quindi da subito sappiamo con chi la protagonista dovrà confrontarsi: qualcuno in grado di manipolare l'acqua e il vento. Segue la descrizione della vita di Eureka successiva alla morte della madre, al suo trasferimento nella casa del padre con la matrigna e due fratellini pestiferi. Ci viene presentata una protagonista che ha perso la voglia di vivere e reagire, che va avanti per inerzia, che ha nascosto infondo al suo cuore, nell'angolo più oscuro e remoto, tutte le sue emozioni. La narrazione degli eventi sembra seguire lo stato d'animo di Eureka, noioso, lento a non finire, prolisso e....assolutamente spento. D'altronde la storia ci viene raccontata da Eureka in prima persona, per cui il racconto non poteva che rispecchiare il suo stato d'animo. Nemmeno l'introduzione del personaggio maschile, Ander, serve a risollevare un pò il clima troppo cupo. Ander è un ragazzo bellissimo, talmente bello che si fa persino fatica a scorgerne i lineamenti troppo perfetti. Il ragazzo che profuma di oceano piomba nella vita di Eureka inaspettatamente, va e viene a suo piacimento, senza spiegazioni, senza troppi complimenti. In realtà, il lettore sa già dal prologo chi è Ander, qual è la sua missione e che cosa effettivamente sia.
Ecco...io ho odiato tutta questa parte: ho odiato la lentezza della narrazione, la tristezza che mi ha messo addosso, ho odiato Eureka in ogni sua più piccola particella. E questo, oltre ad un triangolo decisamente forzato con il migliore amico della ragazza, costituiscono la parte decisamente no del libro.
La situazione si risolleva quando viene aperto il testamento della madre di Eureka e grazie al curioso lascito della stessa alla figlia: un libro scritto in una lingua incomprensibile, un medaglione che pare non aprirsi e una scatoletta contenente una pietra e pochissime righe che non spiegano nulla.
Ed è ora che lo stile della Lauren cambia, diventado un pò più incalzante e serrato facendo alzare il mio livello di interesse nella storia.
Questa dovrebbe essere la parte sì: strane coincidenze che si accavallano una sull'altra, un ritmo più frenetico, eventi che si susseguono velocemente, per non parlare del tema di fondo che viene introdotto nel prologo ma va via via sviluppandosi con la traduzione del diario di Diana: un amore destinato che nasce nelle profondità dell'oceano.
Non so cosa pensare esattamente di questo libro: se faccio mente locale devo dire che nemmeno Fallen mi aveva incuriosito più di tanto all'inizio, ho dovuto passare buona metà del libro prima di essere completamente coinvolta e poi divorare l'intera serie. Potrebbe essere un tratto distintivo della Lauren quello di partire in sordina per poi esplodere nel finale? Non so.
Non mi sento di stroncare completamente questo libro, forse alla luce della storia completa il mio giudizio sarà diverso. Per ora non mi sbilancio tanto.
Vi dico che Teardrop non mi è piaciuto tantissimo, non mi ha entusiasmato più di tanto, ma che non mi sento di giudicarlo eccessivamente male.
Ecco... la mia recensione indecisa su questo libro.

 

Allora, so di non avervi dato un'idea precisa di questo libro, ma effettivamente un'idea precisa non ce l'ho. Voi lo avete letto? Che ne pensate? Fatemi sapere se sono l'unica pecora nera o se qualcuno condivide questo mio smarrimento.
Un baciooooo,